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«Sblocca Italia» emendato L’opera dei deputati lucani

di MIMMO SAMMARTINO
POTENZA - Di notte i deputati lucani (Roberto Speranza nella foto), in Commissione Ambiente, provano a «sbloccare» la Basilicata. Tema: il petrolio. Con aspetti che riguardano la voce in capitolo delle Regioni nei processi autorizzativi, gli introiti connessi alle royalty del petrolio, l’utilizzo delle stesse risorse (col passaggio dalla bonus card carburante alla social card), l’attribuzione alla Basilicata di un terzo dell’Ires che le compagnie versano allo Stato, la sottrazione di una quota delle stesse royalty ai vincoli imposti dal “patto di stabilità”
«Sblocca Italia» emendato L’opera dei deputati lucani
di Mimmo Sammartino

POTENZA - Di notte i deputati lucani, in Commissione Ambiente, provano a «sbloccare» la Basilicata. Tema: il petrolio. Con aspetti che riguardano la voce in capitolo delle Regioni nei processi autorizzativi (che, in assenza di modifica del Titolo V della Costituzione, il premier Renzi vorrebbe comunque avocare allo Stato centrale), gli introiti connessi alle royalty del petrolio, l’utilizzo delle stesse risorse (col passaggio dalla bonus card carburante alla social card), l’attribuzione alla Basilicata di un terzo dell’Ires che le compagnie versano allo Stato, la sottrazione di una quota delle stesse royalty ai vincoli imposti dal “patto di stabilità”.

DUE MARATONE NOTTURNE - Al termine di due maratone notturne, in Commissione Ambiente, il risultato pare soddisfare gli sforzi profusi dai parlamentari lucani: il capogruppo dem alla Camera, Roberto Speranza, inisme ai deputati pd Maria Antezza e Vincenzo Folino; con il contributo, su diversa sponda politica, dell’altro deputato lucano: Cosimo Latronico, di Forza Italia. Speranza ha deciso di fare in Commissione una dichiarazione di voto (di solito non accade) per ottenere il via libera agli emendamenti inseriti nel decreto Sblocca Italia. E alla fine è andata.

SOCIAL CARD -  La prima notte - quella fra il 16 e il 17 novembre - sono stati approvati in Commissione due emendamenti. Il primo modifica l’articolo 45 della legge 99/09 e riguarda il «bonus carburante». In sintonia con quanto sollecitato da Regione Basilicata e sindacati, si modifica l’utilizzo del fondo. Ora riguarderà non più il buono benzina, ma l’attivazione di misure di coesione sociale (social card) e la promozione di sviluppo economico mediante decreti attuativi annuali del Mise d’intesa con le Regioni interessate.

IL 30% DELL'IRES -  L’altro emendamento, determinante, prevede il versamento su un fondo per lo sviluppo nelle regioni interessate dalle estrazioni, del 30% dell’Ires versata allo Stato da parte delle aziende. Un «tesoretto» che può fare la differenza nei processi di sviluppo.

CHI AUTORIZZA LE ESTRAZIONI - Nella notte fra venerdì 17 e sabato 18, sempre in Commissione Ambiente, sono passati altre tre emendamenti voluti dai parlamentari lucani. Risultato raggiunto alle cinque del mattino. Il primo dei tre emendamenti rafforza il principio secondo il quale, in materia energetica, le Regioni interessate abbiano voce in capitolo nel processo autorizzativo. Escludendo che, sul tema, possa decidere soltanto il centro. Si prova a riparare così alla forzatura operata dal governo nazionale (peraltro in assenza di modifica del Titolo V che assegna compiti sia allo Stato, sia alle Regioni interessate dalle estrazioni) contro il quale si paventava il possibile ricorso alla Corte Costituzionale.

ROYALTY E PATTO DI STABILITA' - Il secondo emendamento approvato afferma che, di anno in anno, la legge finanziaria dovrà stabilire la quota delle royalty derivanti dalle estrazioni petrolifere da “stornare” dal capestro del cosiddetto “Patto di stabilità”.

I PRIMI 50 MILIONI -  Anche il terzo e ultimo emendamento approvato, riguarda la situazione delle royalty sottratte al “patto di stabilità”. Ma con riferimento all’anno in corso. Fuori dal «patto», per la Regione Basilicata, ci saranno 50 milioni di euro. passaggio critico Ora che cosa accade? Il decreto emendato in Commissione Ambiente dovrà superare l’esame della Commissione Bilancio presumibilmente nella giornata di martedì. È quello l’organismo che dovrà fornire il parere contabile. Si tratta del passaggio più delicato per verificare se e quanto gli emendamenti proposti dai lucani Speranza, Antezza, Folino, e sostenuti dallo stesso Latronico, riusciranno a resistere fino alla meta.

IL PERCORSO FINALE - Se si supererà quello scoglio, la strada potrebbe essere in discesa poiché, come preannunciato dal governo, l’intenzione prevalente sarebbe quella di porre in aula la fiducia sul decreto. Che significherebbe approvazione in blocco, compresi i cinque emendamenti in questione. Se questo avviene alla Camera, è presumibile che altrettanto possa accadere in Senato, al fine di evitare ritocchi che imporrebbero il ritorno indietro dell’atto a Montecitorio.

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