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I 25 milioni entro il 28  o il Comune di Potenza rischia il fallimento

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Non c’è più tempo. O meglio quello che resta è talmente poco che o i soldi della Regione arrivano subito o per il Comune di Potenza non ci sarà che una strada: pre-dissesto o dissesto. L’arrivo del commissario ad acta, Vincenzo Grieco, e la tempistica che dovrà adottare per redigere lo schema di bilancio, infatti, complicano e non poco lo scenario sul futuro del comune capoluogo
I 25 milioni entro il 28  o il Comune di Potenza rischia il fallimento
di Antonella Inciso

POTENZA - Non c’è più tempo. O meglio quello che resta è talmente poco che o i soldi della Regione arrivano subito o per il Comune di Potenza non ci sarà che una strada: pre-dissesto o dissesto.

L’arrivo del commissario ad acta, Vincenzo Grieco, e la tempistica che dovrà adottare per redigere lo schema di bilancio, infatti, complicano e non poco lo scenario sul futuro del comune capoluogo.

Le norme sono chiare, le indicazioni su tempi e modi particolarmente precise e lui, alto dirigente della Ragioneria dello Stato, esperto di questi casi, non potrà che applicarle in maniera ferrea. Partendo da un assunto lo schema di bilancio per essere chiuso deve essere in equilibrio. II che senza il congruo finanziamento regionale diventa impossibile. I 25 milioni di euro, o anche i 23 (se De Luca riuscirà a tagliare entro la fine dell’anno 2 milioni di euro), dunque, diventano determinanti. Determinanti ed urgenti. Perchè il commissario per redigere lo schema di bilancio non può attendere la legge di stabilità regionale. Dovrà farlo entro il 28 ottobre, circa. Un termine che di fatto rende difficili le prospettive. Soprattutto dopo che nell’incontro informale tra De Luca, Petrone ed i vertici regionali è stato ribadito che tutti quei soldi, al momento, non ci sono.

Nonostante le proiezioni e le simulazioni che da giorni e giorni, ormai, si fanno. Al massimo la Regione può arrivare a 5-6 milioni di euro. Ma non di più. Per racimolare qualche altro milione bisogna attendere la legge di stabilità, ma certo non si tratta dell’intera cifra (a meno che non si taglino voci di spesa già previste). Tutto questo spiega il riserbo che da più parti si cerca di mantenere. Perchè qualunque decisione si prenderà, oltre a doverla assumere prima possibile, comporterà conseguenze politiche e pratiche. Ma soprattutto polemiche. Polemiche qualunque scelta si farà.

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