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Sabato 21 Ottobre 2017 | 14:18

Allarme Cia: diminuiscono aree agricole in Basilicata

POTENZA – In un decennio (2000-2010) la superficie agricola investita in Basilicata è diminuita di 64.611 ettari. Lo rende noto la Cia sottolineando che "perdere terreno agricolo vuol dire, da un lato, aumentare la nostra dipendenza dall’estero nel capitolo agroalimentare e, dall’altro, mettere a rischio un patrimonio paesaggistico che, tra il turismo rurale e l’indotto legato all’enogastronomia tipica, vale più di 10 miliardi di euro l’anno
Allarme Cia: diminuiscono aree agricole in Basilicata
POTENZA – In un decennio (2000-2010) la superficie agricola investita in Basilicata è diminuita di 64.611 ettari (da 537.532 ha del 2000 a 472.920 ha del 2010), pari al 12 per cento in meno. Lo rende noto la Cia sottolineando che "perdere terreno agricolo vuol dire, da un lato, aumentare la nostra dipendenza dall’estero nel capitolo agroalimentare e, dall’altro, mettere a rischio un patrimonio paesaggistico che, tra il turismo rurale e l’indotto legato all’enogastronomia tipica, vale più di 10 miliardi di euro l’anno oltre che a mettere a rischio l’equilibrio naturale come testimonia la tragedia dell’alluvione a Genova". La Basilicata "ha perso 3.500 ha di vigneti, 5.600 ettari di coltivazioni legnose, 1.900 ha di agrumi, 967 ha di olivo. Persino gli orti familiari, da sempre simbolo di un’economia agricola di sostentamento, registrano un arretramento di 484 ettari pari al 32,2 per cento in meno. La Cia da anni sostiene che serve una nuova legge per la ristrutturazione del territorio.

L’erosione della superficie agricola utilizzata – è scritto nella nota della Cia – è costante ed irreversibile e non può non suscitare allarme e preoccupazione: si deve porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario soprattutto determinato dalle azioni non programmate delle opere di urbanizzazione, in particolare per centri commerciali e capannoni industriali. Occorre arrestare questo fenomeno con una gestione accorta degli insediamenti, recuperando una enorme cubatura abitativa, industriale e per servizi da tempo inutilizzata. C'è l’esigenza di più agricoltura e di accrescere la sua funzione".

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