Cerca

Centrali idroelettriche minacciano fiumi lucani

di PINO PERCIANTE
L’invasione delle microcentrali idroelettriche sta in questi ultimi tempi contagiando anche la Basilicata, al punto che in alcuni territori, come ad esempio proprio la valle del Noce, si stanno moltiplicando le richieste di autorizzazione per mini turbine lungo il corso del fiume. Sette, secondo il comitato per la salute del Noce, sono in fase di istruttoria
Centrali idroelettriche minacciano fiumi lucani
PINO PERCIANTE
Una volta c’erano i mulini ad acqua, oggi ci sono le centrali idroelettriche. Il nuovo che avanza ha più fame di kilowatt che di pane e così ogni minuscolo salto d’acqua, diventa buono per ricavarci elettricità. L’invasione delle microcentrali idroelettriche sta in questi ultimi tempi contagiando anche la Basilicata, al punto che in alcuni territori, come ad esempio proprio la valle del Noce, si stanno moltiplicando le richieste di autorizzazione per mini turbine lungo il corso del fiume. Sette, secondo il comitato per la salute del Noce, sono in fase di istruttoria e un’autorizzazione è stata già concessa. I sei comuni della valle presto potrebbero diventare la patria del mini idroelettrico.

«Anche se – dice Gerardo Melchionda, referente di Libera per il Lagonegrese – abbiamo avuto assicurazioni che non saranno autorizzati nuovi impianti fino all’aggiornamento del piano stralcio del bilancio idrico». Società specializzate, a volte semplici srl, sono nate proprio intuendo il business dell’energia verde, spinto in alto da abbondanti incentivi statali: basti pensare che ogni kilowatt prodotto viene pagato dalla rete elettrica nazionale tra i 20 e i 26 centesimi di euro, quando il prezzo di mercato sarebbe di appena 6 centesimi. E in più la durata di questa cuccagna, che prima era di quindici anni, ora è stata estesa a venti. Gli esperti calcolano che un investimento di 100 mila euro si ripaga in meno di 10 anni.

Resta da analizzare se un boom di questo genere non abbia controindicazioni sull’economia, sul paesaggio, sull’ecosistema. E qui come sempre accade in questi anni le versioni sono contrastanti. Chilometri di fiumi, secondo gli ambientalisti, rischiano di sparire completamente, pezzi di paradisi ambientali che rischiano di essere ridotti a rigagnoli. Per i favorevoli, invece, l’espandersi del mini idroelettrico non avrebbe controindicazioni; si tratta in fondo di usare in maniera nuova una rete e un bene che già esistono. I problemi potrebbero sorgere in caso di siccità; a quel punto, dovrà essere chiaro che le necessità dell’agricoltura e della produzione di cibo devono essere privilegiate rispetto a quelle della produzione energetica.

Contro l’assalto delle centrali idroelettriche è sceso in campo il comitato «Giù le mani dal torrente e dalla spiaggia di Fiumicello» costituitosi proprio per dire no ai tubi dentro ai quali -con lo scopo di produrre energia elettrica pulita- si vorrebbero chiudere le acque dei torrenti. Proteste, assemblee e raccolte di firme sono in corso a Maratea, ma i lavori per la centrale di Fiumicello stanno andando avanti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400