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Randagi in città al via censimento

di MARIA VITTORIA PINTO
POTENZA - Al via il censimento dei randagi sul territorio potentino. Primo incontro effettuato, promosso dall’assessore all’Ambiente, l’avvocato Pasquale Pepe, al quale hanno partecipato i rappresentanti dell’Azienda sanitaria provinciale, associazioni animaliste e volontari e i funzionari che si occupano di questo grande problema sociale.
Randagi in città al via censimento
di MARIA VITTORIA PINTO

POTENZA - Al via il censimento dei randagi sul territorio potentino. Primo incontro effettuato, promosso dall’assessore all’Ambiente, l’avvocato Pasquale Pepe, al quale hanno partecipato i rappresentanti dell’Azienda sanitaria provinciale, associazioni animaliste e volontari e i funzionari che si occupano di questo grande problema sociale. L’Italia è, in parte, un paese ancora alle prese con il fenomeno del randagismo dei cani abbandonati e rinselvatichiti. Quanti sono? Le cifre ballano. Decine di migliaia, i vaganti. Se si ha la fortuna di possedere una di quelle vecchie enciclopedie degli animali dei primi anni del secolo, si può leggere, tra le pagine dedicate ai canidi, la spiegazione del termine «vangante». Sotto questa etichetta si raggruppano cani che hanno relazioni diversificate con l’uomo e l’ambiente e che costituiscono, quindi, ordini di problemi molto diversi tra loro.

Si distinguono almeno 4 diverse categorie: i cani che hanno un padrone che li tiene sempre sotto controllo, quelli che pur avendo un padrone sono spesso liberi di andarsene in giro come e quando vogliono, i randagi e i rinselvatichiti. I randagi sono cani che nel loro passato, recente o remoto, hanno avuto un padrone e che continuano a cercarne uno; abbandonati o dispersi, sono legati alla figura dell’uomo capobranco e lo ricercano in continuazione sia per convenienza, cioè per cibo e protezione, sia per necessità sociale. I rinselvatichiti hanno, invece, reciso ogni legame con l’uomo e non lo ricercano più, anzi lo rifuggono.

«Con questo primo passo – ha sottolineato l’assessore Pepe – si dà il via ad un censimento dei randagi sul territorio potentino. La prima fase darà il via ai sopralluoghi e alla conseguente individuazione delle colonie canine e feline della città, seguita da cattura e sterilizzazione. Una volta ricevute le cure dei veterinari, incluso l’in - serimento del microchip di identificazione, i cani idonei, secondo quanto previsto dalle norme vigenti, saranno reimmessi sul territorio. Questa azione rientra nella complessiva strategia contro il randagismo messa in atto dall’Ammi - nistrazione comunale. L’assessorato all’Ambiente, di concerto con l’Azienda Sanitaria Provinciale, le Associazioni animaliste e i volontari, è infatti impegnata in un programma di prevenzione e azioni a breve e lungo termine. Tra questi impegni rientrano l’anagrafe canina, l’educazione sanitaria nelle scuole, il controllo dell’habitat, le campagne di sterilizzazione dei cani di proprietà, la continua informazione della popolazione sulle problematiche del fenomeno e sulla corretta detenzione degli animali. Si esortano pertanto i detentori di cani che mettono alla luce cucciolate non desiderate dai padroni di tenere in custodia i cuccioli almeno per 60 giorni. Una volta svezzati, se non si è in grado di trovare una sistemazione, autonomamente, i cittadini possono rivolgersi al canile comunale o agli uffici Comunali preposti. Il canile accoglierà i cuccioli senza penale per il padrone e provvederà alla sterilizzazione della mamma in modo da non provocare gravidanze indesiderate e altri abbandoni, moltiplicatori del fenomeno del randagismo. Un invito viene rivolto anche ai cittadini proprietari di cani a rispettare le regole di identificazione e custodia dei propri animali».

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