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Cinghiali in paese l'ira dei residenti

di ANTONIETTA ZACCARA
LAURIA - Cittadini inviperiti a Seluci di Lauria per l’enorme diffusione di cinghiali, a spasso ormai la sera e la notte su strada e nei piccoli orti, quindi pericolo per gli automobilisti e causa di danno per chi ha coltivato in proprio qualche pezzo di terra, e cacciatori arrabbiati per il ritardo nella consegna dei tesserini per la caccia al cinghiale.
Cinghiali in paese l'ira dei residenti
di ANTONIETTA ZACCARA
LAURIA - Cittadini inviperiti a Seluci di Lauria per l’enorme diffusione di cinghiali, a spasso ormai la sera e la notte su strada e nei piccoli orti, quindi pericolo per gli automobilisti e causa di danno per chi ha coltivato in proprio qualche pezzo di terra, e cacciatori arrabbiati per il ritardo nella consegna dei tesserini per la caccia al cinghiale.
«Molte squadre di caccia al cinghiale iscritte all’Atc n. 3 di Sant’Arcangelo - scrivono in una nota i cacciatori che fanno capo all’Arci Caccia di Seluci - si sono viste negare la possibilità di esercitare l’attività di prelievo venatorio del cinghiale nel primo giorno di apertura previsto dal calendario venatorio regionale di Basilicata fissato per il giorno primo ottobre. La lentezza nell’esamina delle domande d’ammissione delle squadre fatte pervenire entro il 6 settembre di quest’anno alla sede dell’Atc n. 3 ha impedito la partecipazione dei Capisquadra e dei Componenti Distrettuali nella scelta delle zone di caccia con conseguente ritardo nella loro assegnazione. Inoltre, la mancata consegna del Rapporto Giornaliero (libretto di caccia) che autorizza i caposquadra all’organizzazione della battuta ha impedito illegittimamente l’attività venatoria a moltissime squadre obbligandole ad effettuare un riposo forzato».

«Tuttavia la situazione che amareggia di più - sottolineano i cacciatori - è che mentre molti caposquadra (in particolar modo nel Lagonegrese) hanno ricevuto l’autorizzazione in tempo utile, altri sono ancora in attesa di ricevere comunicazione per il ritiro: una disparità che non può passare di certo inosservata». «Ben comprensibile il malcontento diffuso tra i cacciatori - concludono dall’ Arci caccia di Seluci - che oltre a vedersi negare il primo giorno di apertura per l’attività venatoria (dopo gli onerosi costi che ogni singolo deve sostenere per ottenere la licenza di caccia), si ritrovano in una situazione di evidente disparità di trattamento che si spera non sfoci in conflitti ancora più accesi una volta in possesso di tali rapporti giornalieri, se si tiene conto del fatto che i lavori di assegnazione delle relative zone di caccia sono già avvenuti in assenza di molti dei capisquadra e dei rappresentanti distrettuali».

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