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Potenza, altri 15 giorni per evitare il dissesto Si pensa alle royalty

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Si dovrà attendere ancora, almeno fino alla metà di ottobre. Si dovrà attendere per capire se il Comune di Potenza «salta», travolto dal dissesto del bilancio. Il documento contabile che doveva essere approvato, ieri, infatti, è stato rinviato. Un rinvio prevedibile per prendere tempo, più o meno i 15 giorni che i prefetti solitamente assegnano agli enti in base alla norma. Nel frattempo si dovrà capire se i soldi chiesti alla Regione, per portare il bilancio in equilibrio verranno o meno concessi
Potenza, altri 15 giorni per evitare il dissesto Si pensa alle royalty
di Antonella Inciso

POTENZA - Si dovrà attendere ancora, almeno fino alla metà di ottobre. Si dovrà attendere per capire se il Comune di Potenza «salta», travolto dal dissesto del bilancio. Il documento contabile che doveva essere approvato, ieri, infatti, è stato rinviato. Un rinvio prevedibile per prendere tempo, più o meno i 15 giorni che i prefetti solitamente assegnano agli enti in base alla norma. Nel frattempo si dovrà capire se i soldi chiesti alla Regione, per portare il bilancio in equilibrio verranno o meno concessi. La volontà politica continua ad essere ribadita, ma i conti non tornano. E difficilmente potranno tornare in tempi brevi. Perché la cifra necessaria ad evitare il dissesto è enorme: 25 milioni di euro, che si sommano ai 9 che il capoluogo lucano ha ottenuto poco meno di due mesi fa.

Recuperare tale cifra, ora, è un’impresa titanica. Per il governo regionale e la sua maggioranza, alle prese anche con le proteste e le polemiche che pian piano stanno montando tra gli altri amministratori che all’unisono chiedono soldi anche per i loro bilanci.

Il tira e molla tra il sindaco di Potenza, Dario De Luca ed il governatore, Marcello Pittella, dunque, continua. Anche se al momento le trattative sembrano arenate. Incagliate su un dato oggettivo: contribuire con 25 milioni di euro al bilancio di Potenza, a tre mesi dalla fine dell’anno, significa tagliare voci di spesa già previste. Significa tagliare fondi che qualcuno si aspettava, progetti che qualcun altro si immaginava, interventi che altri ancora avevano preventivato.

Un rebus di difficile soluzione che ha spinto una parte dei democrat lucani a guardare con interesse alle «royalty» appena svincolate dal Patto di stabilità proprio per risolvere la situazione del capoluogo. La scelta, però, non convince tutti. Anzi per molti rischia di creare ulteriori frizioni dopo quelle di questi giorni. Come quelle legate anche al tipo di tecnicismo da utilizzare per assegnare le risorse. Perché a De Luca la lettera d’intenti che il governatore si è impegnato a fare, assicurando un intervento per la città, da quantificare in base alle risorse regionali, non è sufficiente, considerato che nella nota non viene specificata la posta finanziaria necessaria affinché - in base alle leggi - i revisori dei conti approvino il bilancio. Occorre, invece, una legge regionale, impossibile da fare nei prossimi tre mesi, perché il fondo di accantonamento per tali interventi è insufficiente rispetto alle necessità del capoluogo.

Così tra questioni tecniche e aspetti economici la soluzione del caso Potenza non c’è. Da parte sua, però, Dario De Luca lancia al Pd segnali distensivi. Come quello di «bloccare ogni impegno di spesa da parte della giunta» e «dalla prossima settimana iniziare la ricontrattazione di tutti i contratti in essere». Un primo passo verso la razionalizzazione della spesa sollecitata anche il Centrosinistra in Comune, che ha la maggioranza in Consiglio, a cui si è aggiunta «l'istituzione di una task force che dovrà affiancare l'ufficio bilancio per ridurre il disavanzo il più possibile».

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