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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 04:09

Rivello, il paese più fotografato d'Italia

di URBANO FERRARI
Collocato strategicamente tra i complessi montuosi del Sirino e del Coccovello, Rivello è senza dubbio uno dei paesi più suggestivi di tutta la regione, indicato dalla rivista «Travel» come «il paese più fotografato d’Italia»
Rivello, il paese più fotografato d'Italia
di URBANO FERRARI

Quando negli anni Sessanta lo scrittore Giorgio Bassani scoprì Rivello, non riuscì più a farne a meno. Molti in paese lo ricordano seduto su una panchina di Piazza Umberto I, gustando una granita a limone, con la sua inseparabile agendina di cuoio, intento a meditare, scrivere, saziarsi del panorama, del fascino e della quiete della valle del Noce. Presidente di «Italia Nostra», fu proprio grazie all’interessamento di Bassani che Rivello fu dichiarato monumento nazionale, inaugurando una stagione che la vide divenire il salotto dell’intellighentia italiana, meta prediletta di giornalisti, scrittori, intellettuali.

Collocato strategicamente tra i complessi montuosi del Sirino e del Coccovello, Rivello è senza dubbio uno dei paesi più suggestivi di tutta la regione, indicato dalla rivista «Travel» come «il paese più fotografato d’Italia». Vi si arriva uscendo dall’autostrada A3 a Lagonegro Nord e percorrendo la strada Statale 585: pochi chilometri e, incantevole visione, tra le ginestre e i cardi, appare il piccolo centro valnocino, in tutta la sua eccezionalità architettonica. In un suggestivo medioevo brulicante di voci e storie, tra maestosi portali e balconi in ferro battuto, Rivello si lascia raccontare dalle sue 23 Chiese e cappelle, preziosi grani di un ideale rosario che, attraversando il paese e le sue contrade, mostra i segni di un’autenticità geografica, culturale e antropologica. Tra queste: la Chiesa di S. Nicola di Bari, in stile romanico, e la sottostante cripta, la Chiesa di S. Maria del Poggio (interessata da lavori di recupero), la Cappella di S. Barbara e quella dell’Annunziata con i suoi dipinti bizantini, il Monastero di S. Antonio, di notevole interesse per il portico, per il pregevole coro ligneo e per un’Ultima Cena di G.Todisco da Abriola, datata 1559.

Con l’ultimo ramaio ancora in attività (famiglia Martino), Rivello conserva una florida tradizione artigianale, quella della lavorazione del rame che, insieme a quella orafa, portarono nel mondo l’ar te e la maestria degli artigiani rivellesi. Altre peculiarità artigianali, quelle relative alla lavorazione del cuoio, della ceramica e della lana. Rivello è anche tradizione culinaria: se il posto d’onore spetta senz’altro alla soperzàta, rinomate sono anche le laghene e fasule sfritte (con i fagioli di Rotale), gli arrosti di carne e il formaggio podolico, o’pzzetto chien (pizza con cipolla fritta e acciughe o ripiena di salsiccia, uova e formaggi), pietanze, queste, che si possono gustare durante le manifestazioni estive e, in particolare, nella serata del «Percorso enogastronomico», tra le vie del centro storico.

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