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Sabato 21 Ottobre 2017 | 19:48

Rimborsi col «trucco» condannati ex consiglieri della Regione Basilicata

POTENZA - Condannati in appello a 1 anno e quattro mesi ciascuno gli ex consiglieri regionali Prospero De Franchi, Giacomo Nardiello, Franco Mattia e l’attuale consigliere Francesco Mollica accusati di aver indebitamente percepito rimborsi benzina tra il 2005 e il 2008. Il procuratore generale aveva chiesto l’assoluzione. Per Mollica, unico ancora in carico, c’è il rischio della sospensione
Rimborsi col «trucco» condannati ex consiglieri della Regione Basilicata
di Massimo Brancati

POTENZA - In primo grado la condanna a 1 anno e otto mesi. Poi la richiesta del procuratore generale Modestino Roca - nel corso dell’udienza in Corte d’Appello - dell’assoluzione con formula piena «perché il fatto non sussiste». Ieri la nuova puntata con relativo colpo di scena: la condanna a 1 anno e quattro mesi ciascuno per il consigliere regionale Francesco Mollica (Udc) e gli ex consiglieri Giacomo Nardiello, Prospero De Franchi e Franco Mattia accusati di aver indebitamente percepito rimborsi chilometrici tra il 2005 e il 2008.

Nonostante il procuratore generale, nel chiedere l’assoluzione, avesse detto che i quattro imputati «avevano bene interpretato la legge regionale» per avere diritto a quei rimborsi, la Corte d’Appello è andata giù duro agganciandosi alla sentenza di primo grado, con un leggero sconto, e «ripristinando» il teorema accusatorio: i quattro vivevano a Potenza ma, grazie alla residenza formale in un paese della provincia, incassavano illecitamente dalla Regione i rimborsi spese per i presunti «viaggi» nel capoluogo, sede del Consiglio regionale.

L’inchiesta, condotta dall’allora pm di Potenza Henry John Woodcock, risale al 2008, ma i reati contestati partono dal 2004. I quattro, sempre secondo l’accusa, hanno ottenuto rimborsi previsti dalla legge regionale del 2002 per i consiglieri che risiedono fuori dal capoluogo. Durante le indagini gli investigatori svolsero servizi di osservazione e pedinamento e stabilirono che, di fatto, gli indagati abitavano a Potenza. Mattia, in particolare, risultava residente a Tolve (e ha incassato rimborsi forfettari per 24.309 euro), Mollica sulla carta abitava ad Anzi (17.056 euro di rimborsi), De Franchi a Corleto Perticara (37mila 506 euro) e Nardiello a Ruoti, (19.371 euro). Tesi da sempre con testata dai difensori dei quattro consiglieri. All’ultima udienza di primo grado anche il pm Sergio Marotta, a sorpresa, chiese l’assoluzione dei quattro: «Moralismi e sociologia - disse in udienza - restino fuori dalle aule penali». Ma il giudice Gubitosi, che ritenne prescritte le somme percepite tra fine 2004 e i primi mesi del 2005, li condannò per le somme ricevute tra tra maggio del 2005 e la fine del 2008. Gli avvocati dei quattro imputati si dissero sorpresi della decisione, vista anche la richiesta che aveva avanzato proprio l’accusa durante l’ultima udienza davanti al Tribunale di Potenza, e decisero di impugnarla. Ma ieri, in appello, hanno assistito ad un beffardo deja-vù con la condanna che si è materializzata nuovamente dopo una richiesta di assoluzione. La sentenza può avere ripercussioni anche sulla madre delle inchieste su Rimborsopoli, quella che vede indagate 37 persone tra ex consiglieri regionali, imprenditori e professionisti. In attesa di sviluppi giudiziari su questo fronte, un primo effetto potrebbe essere a breve scadenza per il consigliere regionale ancora in carica, Francesco Mollica. C’è aria di sospensione.

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