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Nuovo film per Papaleo il trailer de «La buca»

BARI – Preferendo non parlare della trama che, "da spettatore, non vorrei mai conoscere nei dettagli", l'attore lucano Rocco Papaleo, a Bari per presentare 'La Buca', il film di Daniele Ciprì in uscita oggi nelle sale italiane, coglie l’occasione per "lanciare un grido di dolore: il Sud - dice – la smetta di sprecare la sua bellezza e le sue enormi potenzialità"
Nuovo film per Papaleo il trailer de «La buca»
BARI – Preferendo non parlare della trama che, "da spettatore, non vorrei mai conoscere nei dettagli", l'attore lucano Rocco Papaleo, a Bari per presentare 'La Buca', il film di Daniele Ciprì in uscita oggi nelle sale italiane, coglie l’occasione per "lanciare un grido di dolore: il Sud - dice – la smetta di sprecare la sua bellezza e le sue enormi potenzialità". Incontrando i giornalisti a poche ore dalla proiezione della commedia in cui ha lavorato per la prima volta con Sergio Castellitto, il suo "attore di riferimento", Papaleo sottolinea che "la buca presente nel film è il simbolo della ferita profonda della nostra società, piena di illegalità" e furbizia. Come quella dell’avvocato Oscar (Sergio Castellitto) il quale spera nella buca ci finiscano i suoi clienti per poter intentare cause di risarcimento danni. Così come prova a fare con Armando (Rocco Papaleo), da poco in libertà dopo 30 anni passati in carcere da innocente. A far scoccare 'la scintillà tra i due sarà Internazionale, il cane da cui l’avvocato fingerà di essere stato morso per ricavare un po' di denaro con l’aiuto di Armando.

"E' la storia – spiega Papaleo – di un’amicizia che nasce fra due persone tra loro molto diverse, contrapposte". Proprio come i sentimenti che "provo - dice l’attore – ogni volta che torno qui, dalle mie parti, dove fanno a cazzotti il grande stupore per la bellezza, i suoni e la poesia che vedo e sento, con la grande delusione che provo". "Il Sud – aggiunge - è un pò la buca di se stesso e io mi sento anche in colpa per non provare a fare di più affinchè le sue potenzialità siano espresse fino in fondo, attraverso la cultura che è l’unica arma da usare". "Il problema del Sud – conclude Papaleo – è la classe politica che deve smetterla con il clientelismo: non accontenti più le persone altolocate e cominci a creare il dissenso".

IL TRAILER DEL FILM

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