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Pertusillo inquinato L’Unione europea vuole vederci chiaro

di PINO PERCIANTE
POTENZA - Il caso Pertusillo approda a Bruxelles. L’Unione europea, infatti, vuole approfondire la questione sull’invaso artificiale, dopo una denuncia inviata dall’associazione ambientalista Mediterraneo No Triv. Il dossier dell’associazione, che riguarda non solo il lago del Pertusillo ma tutta la val d’Agri, è stato ritenuto utile e quindi la direzione generale ambiente della commissione europea ha chiesto, con un atto formale, chiarimenti e risposte al governo italiano
Pertusillo inquinato L’Unione europea vuole vederci chiaro
di PINO PERCIANTE

POTENZA - Pertusillo inquinato. Anzi no. Anzi forse. L’annoso mistero che avvolge lo stato di salute delle acque del lago di pietra ora approda anche a Bruxelles. L’Unione Europea, infatti, vuole approfondire la questione sull’invaso artificiale, dopo una denuncia inviata dall’associazione ambientalista Mediterraneo No Triv. Il dossier dell’associazione, che riguarda non solo il lago del Pertusillo ma tutta la val d’Agri, è stato ritenuto utile e quindi la direzione generale ambiente della commissione europea ha chiesto, con un atto formale, chiarimenti e risposte al governo italiano. In ballo ci sono il diritto alla salute, all’ambiente e alla sicurezza dei cittadini.

Il Pertusillo fornisce per il 60 per cento acqua alla Puglia e per la restante parte a Basilicata e Calabria. La denuncia dell’associazione Mediterraneo No Triv è scattata in seguito ad alcune analisi della professoressa Albina Colella che hanno documentato la presenza di idrocarburi nelle acque e nei sedimenti del Pertusillo. «Dallo studio condotto dalla professoressa Colella insieme con il professor Franco Ortolani sono emersi – spiega l’avvocato Giovanna Bellizzi che ha curato l’aspetto legale della denuncia - elementi di criticità sia in ordine allo stato delle acque del Pertusillo e in ordine alla situazione geologica del territorio, presumibilmente non compatibile con l’attività di ricerca degli idrocarburi. Ora il governo dovrà girare la richiesta di ragguagli alle autorità lucane».

Le risposte saranno decisive per il responso della comunità europea. «Ho evidenziato – sottolinea l’avvocato Bellizzi - le numerose violazioni della normativa comunitaria a partire dal mancato monitoraggio e dalla mancata realizzazione del piano delle acque sotterranee, a cui si aggiunge la mancata misurazione del punto zero. Ad oggi sappiamo che lo stato delle acque del Pertusillo potrebbe presentare elementi di criticità».
Ultima tappa di questa fase preliminare la possibile apertura di una procedura di infrazione, vale a dire la richiesta di una sanzione per gli stati dell’Unione europea responsabili di violazioni del diritto comunitario. «Ci auguriamo di ottenere l’avvio di una verifica sulle questioni segnalate, ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica su una vicenda di estrema importanza. In questi giorni – conclude l’avvocato Bellizzi - quasi tutti gli schieramenti politici hanno concentrato la loro attenzione sulle scarse ricadute economiche che il petrolio in Basilicata ha prodotto dimenticando che esistono altre voci dell’economia di tutto rilievo in Basilicata e nelle regioni vicine».

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