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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:54

Potenza, ombre sull’appalto per i biglietti elettronici dei bus

di MASSIMO BRANCATI
POTENZA - Un appalto da 4 milioni e 570mila euro su cui aleggia il sospetto di favoritismi e incroci di interessi. Non è il primo - e non sarà l’ultimo - caso di un bando di gara finito sotto la lente d’ingrandimento del Tar e oggetto di ricorsi. Ma il settore in cui va a incidere, quello dei trasporti pubblici, diventa - soprattutto in questo periodo tra crisi, disservizi e stipendi negati (vicenda Cotrab) - una formidabile cassa di risonanza
Potenza, ombre sull’appalto per i biglietti elettronici dei bus
di MASSIMO BRANCATI

POTENZA - Un appalto da 4 milioni e 570mila euro su cui aleggia il sospetto di favoritismi e incroci di interessi. Non è il primo - e non sarà l’ultimo - caso di un bando di gara finito sotto la lente d’ingrandimento del Tar e oggetto di ricorsi. Ma il settore in cui va a incidere, quello dei trasporti pubblici, diventa - soprattutto in questo periodo tra crisi, disservizi e stipendi negati (vicenda Cotrab) - una formidabile cassa di risonanza.

L’appalto a cui facciamo riferimento (fondi regionali e gestione affidata al Cotrab) è quello per la fornitura di un sistema completo di bigliettazione elettronica. In sostanza è il «braccio operativo» del più volte invocato - e mai realizzato - ticket integrato, il biglietto unico con cui viaggiare sul bus, prendere le scale mobili e, magari, anche il treno. Il tutto sotto l’occhio vigile di una centrale unica che controlla la posizione di tutti i mezzi di trasporto.

Al bando, più volte sospeso e diluito nel tempo, hanno risposto soltanto due soggetti imprenditoriali, la Tpr Service di Maddaloni e un’associazione temporanea di imprese (Ati) costituita dalla Nep (Nuova Elettronica Progetti) di Bari e dalla Elmec Elettronica di Trezzano sul Naviglio (Milano). Lo scarso appeal all’avviso pubblico, nonostante il ricco plafond a disposizione, è probabilmente dovuto alla complessità dei requisiti richiesti, alle maglie strette, strettissime del bando che potrebbero rivelarsi camicie fatte su misura per vestire il modello prescelto.

La gara è stata vinta da Nep ed Elmec ma, secondo la Tpr Service, la ditta esclusa, siamo di fronte ad un affidamento illecito. Di qui il ricorso al Tar di Basilicata (è stato discusso il 10 settembre scorso e si è in attesa del pronunciamento) e l’esposto-denuncia alla polizia: «La Nep e l’Elemc - sottolinea Gaetano Esposito, direttore commerciale della Tpr - non potevano partecipare alla gara perché non hanno i requisiti richiesti, a partire dal fatturato che doveva essere almeno pari al 70 per cento dell'importo posto a base di gara.

L’azienda di Bari mi risulta che svolga solo servizi di manutenzione e la Elmec vende macchinette obliteratrici di tipo vecchio, non quelle intelligenti. E poi è strano che non abbiano previsto neppure un euro di sconto per avere più chance nell’aggiudicazione della gara». Insospettisce, insomma, non solo la «mission» di entrambe le ditte, che non hanno mai fornito apparecchiature previste dal bando, ma anche il loro mancato ricorso al ribasso, quant’anche fosse di lieve entità. Erano strasicure di aggiudicarsi l’appalto?

Lasciando alla magistratura il compito di indagare e capire se siamo in presenza di una gara «pilotata», c’è un particolare che quanto meno configura un conflitto d’interesse: sbirciando nel file pdf del capitolato tecnico del Cotrab, infatti, si scopre che l’autore è Giuseppe Vinella, presidente Cotrap (sorella pugliese della Cotrab). Lo stesso Vinella è patron di una squadra di pallavolo di Castellana, la New Mater, sponsorizzata proprio dalla Nep.

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