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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 11:04

Basilicata, dopo sblocco delle royalty del petrolio si pensa al caro bollette

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, firmerà il decreto «Sblocca Italia», provvedimento che tra i vari articoli contiene anche la norma con cui le royalty ottenute per le estrazioni in corso vengono «svincolate» dal Patto di stabilità. Un articolo che per la Basilicata significa l’immediato utilizzo di 50 milioni di euro e di altri 160 milioni ogni anno fino al 2018. E la Regione puna a ridurre il costo di benzina, gas e metano
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Basilicata, dopo sblocco delle royalty del petrolio si pensa al caro bollette
ANTONELLA INCISO

POTENZA - Una firma, l’ultima apposta nella giornata di oggi, e poi la Basilicata potrà tirare un sospiro di sollievo. Perchè il governo regionale potrà utilizzare parte dei soldi delle royalty «congelate» in banca per pagare i debiti. Alle imprese, ai cittadini, alle società di servizi.

Oggi - salvo imprevisti dell’ultimo minuto - il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, firmerà il decreto «Sblocca Italia», provvedimento che tra i vari articoli contiene anche la norma con cui le royalty ottenute per le estrazioni in corso vengono «svincolate» dal Patto di stabilità. Un articolo che per la Basilicata significa l’immediato utilizzo di 50 milioni di euro e di altri 160 milioni ogni anno fino al 2018.

Tanti soldi, dunque. Soldi «nostri» che - una volta in circolo - consentiranno all’economia lucana di superare, almeno in parte, la pesante crisi.

Certo per l’ufficialità serve la pubblicazione del Decreto, ma ormai per l’entusiasmo sembra essere solo questione di poche ore. In Basilicata, però, ora, sul fronte petrolifero a montare sono le reazioni per le parole che il premier Renzi ha espresso proprio in materia petrolifera. Annunciando la linea dura sulle estrazioni. Una «sortita» che non sembra scuotere i rappresentanti renziani del governo regionale che, invece, ritengono che la comune vicinanza di area politica non possa che essere un valore aggiunto. Come confermano le parole del presidente della Regione, Marcello Pittella. «La comune area politica è un vantaggio - dice - ma mi chiedo che ragione avrebbe un conflitto istituzionale. Noi chiediamo condivisione». Una condivisione che passa dalla consapevolezza che il petrolio lucano serve al Paese, ma che questo significa anche maggiori tutele sul fronte ambientale e della salute.

«Con i toni affettuosi per la militanza e la vicinanza comune ed istituzionale da presidente della Regione - precisa il governatore - al premier Renzi ho detto che so che il petrolio è una risorsa a disposizione del Paese. Lo sa la Basilicata, ne è consapevole la sua classe dirigente. La Basilicata ha bisogno di costruire, però, le condizioni con Renzi e con il Governo perchè si capisca quanto suolo può essere utilizzato». Capire, dunque, e discutere. «È necessario un incontro - continua il presidente - per comprendere quali sono le quantità di petrolio da estrarre, quali sono le tutele su ambiente e salute, quali ricadute effettive occupazionali ci saranno in particolar modo sull’indotto. Noi siamo pronti sulla chimica verde, possiamo creare ulteriore indotto sulla materia».

Il governo regionale, però, sulla partita petrolio non si limita a sottolineare la necessità di tutele sul fronte ambientale e della salute. Ma dopo lo svincolo delle royalty pensa a nuovi bonus per i cittadini. Sulla benzina, sul gas, sul riscaldamento. Come ammette l’assessore regionale all’ambiente, Aldo Berlunguer. «Non è una novità che il governo centrale sia preoccupato di avere una maggiore produttività dai pozzi lucani - evidenzia Berlinguer - non mi desta sorpresa, è comprensibile che a livello centrale si voglia massimizzare. Registriamo, però, la necessità di non parlare solo di royalty ma di collocarle in una cornice di sostenibilità. Si deve parlare di produttività ma anche di ambiente e di salute perchè i temi si devono reggere l’un l’altro, altrimenti abbiamo una visione parziale». In questo scenario la comune vicinanza politica può essere un valore aggiunto. «Proprio perchè siamo vicini - aggiunge Berlnguer - ci sono margini per comprendersi e confrontarsi in maniera costruttiva. Non deve esserci un’attenzione sblinciata sul versate produttività, ma anche attenzione sull’ambiente e la tutela della salute. Non devono esserci solo royalty ma benefici orientati direttamente ai cittadini anche in termini economici. Come sgravi fiscali sulle accise». Il che significa un costo minore della benzina ma anche del gas e del metano. Con risvolti diretti sulle bollette del riscaldamento e sul prezzo della benzina alla pompa. «Al Governo chiediamo - taglia corto Berlinguer - non solo soldi, ma ambiente e salute. non solo soldi per l’ Eni e lo Stato, ma una fiscalità differenziata sui prodotti energetici»

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