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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 13:03

Basilicata, boom di turisti nel paese che porta jella

COLOBRARO (Matera) – Sono stati oltre diecimila i turisti che, a Colobraro (Matera), si sono fatti catturare dall’alone di mistero e di magia offerto dallo spettacolo “Sogno di una notte... a quel paese”, nel senso di paese che porta jellaParticolarmente apprezzato dai visitatori è l’amuleto portafortuna e “scacciamalocchio”
Basilicata, boom di turisti nel paese che porta jella
COLOBRARO (Matera) – Sono stati oltre diecimila i turisti che, a Colobraro (Matera), si sono fatti catturare dall’alone di mistero e di magia offerto dallo spettacolo “Sogno di una notte... a quel paese”, nel senso di paese che porta jella

Lo ha reso noto il sindaco, Andrea Bernardo, che ha tracciato un bilancio positivo della manifestazione, alla vigilia dell’ultima rappresentazione scenica per vie e piazze del paese, che da luglio ad agosto coinvolge volontari, figuranti, maghi e musicisti con la regia di Giuseppe Ranoia. Il percorso di quest’anno si è arricchito della presenza di cartomanti, “monachicchi”, e di mostre tematiche sulla storia e le tradizioni del comune della valle del Sinni. Particolarmente apprezzato dai visitatori è l’amuleto portafortuna e “scacciamalocchio”.

L’amuleto è stato confezionato con materiali semplici. E’ un taschino di stoffa (il cosiddetto “abitino”), chiuso con una spilla simbolo di legatura e un cordoncino rosso, che contiene tre pietre di sale grosso per scacciare il malocchio, tre aghi di rosmarino contro gli spiriti maligni, tre chicchi di grano simbolo di fertilità e abbondanza e per favorire l’amore e la bellezza e fiori di lavanda, simbolo di virtù e serenità: “Una manifestazione ben riuscita e organizzata che attrae nuovi visitatori – ha detto Bernardo - con un percorso teatrale itinerante si dipana tra accoglienti guide, dispettosi 'monachicchì, severe fattucchiere, disponibili 'masciarè che tolgono gli affascini, simpatici lupi mannari, banditori, donne paesane semplici e sagge, buontemponi di paese con mogli brutte ed acide, morti che parlano, santi che fanno resuscitare i morti e Galileo Galilei che chiosa sulla ragione. Il tutto per spiegare, ironizzando e divertendosi, i motivi di un’ingiusta nomea e razionalizzare le presupposte sventure della vita dovute a presunti motivi oscuri”.

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