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Sabato 23 Settembre 2017 | 22:13

Alberghiero senza stoviglie Preside: «Farò cucinare gli studenti a casa?»

MELFI (POTENZA) – Il dirigente scolastico dell’istituto alberghiero di Melfi (Potenza), Michele Masciale, ha minacciato di “chiedere alle madri degli studenti di accoglierci a turno nelle cucine dello loro case” – alla riapertura dell’anno scolastico – se non saranno dissequestrate le attrezzature di cucina rubate nella scuola lo scorso aprile e da allora custodite in un deposito
Alberghiero senza stoviglie Preside: «Farò cucinare gli studenti a casa?»
MELFI (POTENZA) – E' un po' come rubare tutti i manuali di latino nelle classi di quarta ginnasio: come impari a muoverti fra un ablativo, il supino, i verbi irregolari e le prime traduzioni? Così devono sentirsi gli studenti dell’istituto alberghiero di Melfi (Potenza), sapendo che un forno e un’impastatrice – rubati il 22 aprile nella loro scuola - sono ancora sotto sequestro giudiziario: l’unica soluzione sarà, all’apertura del nuovo anno scolastico, andare a cucinare a turno nelle loro case, ospiti delle loro madri.

E' la provocazione – ma fino a un certo punto – lanciata dal dirigente scolastico, Michele Masciale: “Andremo di casa in casa a svolgere le esercitazioni di gastronomia e quando saranno pronti i nostri deliziosi pasticcini li spediremo a giorni alterni al Tribunale di Potenza”, dice senza nascondere una puntata polemica.

Tutto comincia la notte del 22 aprile: quattro giovani campani forzano una porta dei laboratori di cucina dell’alberghiero di Melfi e caricano su un autocarro un forno e una grossa mescolatrice. Ma non fanno molta strada: i Carabinieri li bloccano e arrestano uno di loro. Forno e mescolatrice – oggetto del reato – finiscono in un deposito privato, “ma pagato con i soldi dello Stato”, ricorda Masciale. Il giovane arrestato viene processato e finisce agli arresti domiciliari: è tornato libero da tempo, mentre forno e mescolatrice sono ancora sotto sequestro.

Il 5 maggio, con le esercitazioni finali dell’anno scolastico che incombono, viene presentata una prima istanza di dissequestro degli attrezzi rubati; il 23 maggio un’altra richiesta e il 17 giugno – racconta ancora il dirigente scolastico – dopo il deposito della sentenza contro l’imputato, una nuova istanza: “Nulla da fare. Qual è la difficoltà di mettere una firma e procedere al dissequestro? Questa è la giustizia italiana, altro che spending review”, dice Masciale che, alla fine, preoccupato per la preparazione dei suoi studenti e per i pericoli che corre la “fama nazionale” del suo istituto (merito di studenti e “qualificati docenti chef e pasticcieri) – sottolinea – ricorre alla provocazione degli allievi che cambiano cucina (di casa) ogni giorno pur di imparare.

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