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Direttore del Caf di Potenza scomparso: resta la pista dei permessi di soggiorno

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - I permessi di soggiorno per extracomunitari. È l’unica pista che non è stata ancora battuta. Sono passati esattamente due anni dal giorno della scomparsa di Mario Allegretti, il direttore del Caf Acli di Potenza partito per le vacanze e scomparso a Courmayeur. L’inchiesta della Procura di Aosta - a due anni di distanza - non è ancora chiusa. Ma al momento, a quanto pare, non si hanno notizie di decisivi progressi investigativi. Mario aveva presentato fino a cinque richieste di permesso di soggiorno per immigrati africani in un giorno solo: tutte avanzate dallo stesso imprenditore di Potenza
Direttore del Caf di Potenza scomparso: resta la pista dei permessi di soggiorno
di Fabio Amendolara

POTENZA - Permessi di soggiorno per extracomunitari. È l’unica pista che non è stata ancora battuta. Sono passati esattamente due anni dal giorno della scomparsa di Mario Allegretti, il direttore del Caf Acli di Potenza partito per le vacanze e scomparso a Courmayeur. L’inchiesta della Procura di Aosta - a due anni di distanza - non è ancora chiusa. Ma al momento, a quanto pare, non si hanno notizie di decisivi progressi investigativi.

Mario aveva presentato fino a cinque richieste di permesso di soggiorno per immigrati africani in un giorno solo: tutte avanzate dallo stesso imprenditore di Potenza. Molte pratiche tornarono indietro «per la mancanza di requisiti», spiegarono in Prefettura. 

E gli extracomunitari, ai quali era stato promesso il «visto» che gli avrebbe permesso la permanenza in Italia (così come prevede la legge), rimasero con un pugno di mosche in mano. 

Il «modulo informatico» per la richiesta veniva inviato proprio a nome di Allegretti (come dimostrano le foto dei documenti nel riquadro). 

La presenza di queste pratiche «delicate» - si tratta di decine di richieste (alcune presentate a nome di Allegretti anche in data successiva alla sua scomparsa) - di cui si stava occupando Mario non è mai emersa nel corso dell’inchiesta giudiziaria, ma potrebbe in qualche modo essere collegata alla scomparsa. 

I certificati che permettevano agli extracomunitari di poter soggiornare temporaneamente portano il suo nome. 

Sono firmate da Mario Allegretti e contengono tutte lo stesso codice identificativo del Caf Acli di Potenza. 

Ecco l’iter: il datore di lavoro presentava al Caf diretto da Mario il contratto per l’extracomunitario e la documentazione della società. Il ministero dell’Interno rilasciava un certificato - di cui la Gazzetta è in possesso - che permetteva temporaneamente la permanenza dell’extracomunitario sul territorio italiano. 

Nei mesi successivi la Prefettura verificava la presenza di tutti i requisiti. Molte delle pratiche presentate da Mario, però, sono state respinte. Non per colpa sua. Ma perché l’imprenditore, sempre lo stesso (anche se a volte sulle richieste compariva il nome di un familiare), in realtà non aveva tutte le carte in regola. Risultato? Le richieste bocciate hanno portato all’immediata espulsione degli immigrati. 

E c’è una testimone. Ha raccontato di aver visto Mario parlare in modo animato, in più occasioni, con due pregiudicati extracomunitari. 

Uno lavora in una trattoria a due passi dal Caf Acli, l’altro da qualche tempo è andato via da Potenza. I carabinieri in passato sospettarono che uno dei due extracomunitari fosse al centro di un giro di affari legato ai permessi di soggiorno per i suoi connazionali.

Quelle pratiche potrebbero essersi trasformate in una «patata bollente». Ignorata finora dall’inchiesta giudiziaria.

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