Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:44

San Severino ritorna il «Villaggio dei briganti»

San Severino Lucano per due giorni (oggi e 14 agosto) diventerà «Villaggio dei briganti», per la seconda edizione del Festival «la terra dei Briganti». Stasera alle 20 è prevista la degustazione di piatti tipici e musiche tradizional – popolari della cultura brigantesca, giovedì una passeggiata sui sentieri dei briganti e alle 21,30 attraverso una rappresentazione teatrale sarà riletta una pagina importante della nostra storia, quella successiva all’unità nazionale
San Severino ritorna il «Villaggio dei briganti»
San Severino Lucano per due giorni (oggi e 14 agosto) diventerà «Villaggio dei briganti», saranno proprio i briganti, quelli che dopo l’unità d’Italia popolarono anche le nostre terre i protagonisti della seconda edizione del Festival «la terra dei Briganti». Stasera alle 20 è prevista la degustazione di piatti tipici e musiche tradizional – popolari della cultura brigantesca, giovedì in mattinata ci sarà una passeggiata sui sentieri dei briganti e alle 21,30 attraverso una rappresentazione teatrale sarà riletta una pagina importante della nostra storia, quella successiva all’unità nazionale.

Attraverso un recital, connubio perfetto tra racconto e musica, un gruppo di attori sanseverinesi raccontano il Brigantaggio, dalla nascita ai fatti di San Severino Lucano, paese che oltre a dare i natali al capitano Jannarelli e a Serafina Ciminelli, conserva i resti di una pagina di storia vissuta. A Caramola c’era e c’è la «grotta dei Briganti».
Nei pressi di San Severino esiste una contrada detta «fosso del brigante», triste ricordo del brigantaggio locale. La storia e il recital raccontano che su Serra di Crispo i briganti nascondevano i numerosi sequestrati e le grotte diventavano da un lato nascondiglio per la gente rapita e dall’a l t ro deposito di ricchi tesori provenienti dai loro familiari.

II monte Caramola invece, fra i comuni di Francavilla in Sinni, San Severino Lucano, Terranova di Pollino e San Costantino Albanese, è stato un luogo da sempre utilizzato dai briganti come rifugio: infatti la sua morfologia, molto boscosa, permetteva loro di stare tranquilli. Ed è proprio da questa montagna che ha avuto origine nel 1861 la banda di Antonio Franco. Ai piedi di Timpa Vitelli si apre l’omonima grotta detta anche «dei briganti», dove fu tenuto segregato nel 1863 il signor Nicola Grimaldi, il comandante della Guardia Nazionale di Francavilla sul Sinni che fu bruciato vivo nonostante fosse stato pagato un cospicuo riscatto.

Altra testimonianza della frequentazione di detta grotta le scritte incise nella parete destra della cavità «1856 se piglia je unà 5 visacce di dinarià». In scena, sarà data una lettura storica del fenomeno con la rappresentazione degli episodi più significativi degli sviluppi a San Severino Lucano, tra cui l’assalto alle nobil donne, e la cattura e morte dei briganti. Grazie al festival, dice il sindaco, si recupera il valore culturale e storico di un fenomeno che ha interessato la nostra terra, esso coinvolge un folto gruppo di sanseverinesi che insieme hanno indagato sui fatti e ricercato musiche, piatti tradizionali e altro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione