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Uomo uccide la moglie due figli e si spara La figlia su Fb: che belle le sere in famiglia - Una vita per il figlio

POTENZA – Quattro persone sono morte a San Fele (Potenza) in seguito a un omicidio-suicidio in famiglia. Un uomo, Vito Tronnolone, ha ucciso la moglie e i suoi due figli e poi si è suicidato. Il fatto è avvenuto nell’abitazione di famiglia, in località Difesa, alla periferia del paese. Tronnolone, carrozziere in pensione di 65 anni, ha ucciso moglie e figli con una pistola che è stata trovata dai Carabinieri. La moglie aveva 57 anni. I figli, uno dei quali disabile, avevano 32 e 27 anni. Il capo famiglia - che viveva in Toscana da circa un anno e da qualche giorno era tornato in Basilicata – pare non sopportasse più la sofferenza causatagli dalle condizioni di uno dei figli (i rilievi dei Carabinieri, foto Tony Vece)
LA SCHEDA - Omicidi: è la casa il primo luogo dove avvengono
IL COMMENTO - La paura di abbandonare quei figli da proteggere di Antonio Biasi
Uomo uccide la moglie due figli e si spara  La figlia su Fb: che belle le sere in famiglia - Una vita per il figlio
POTENZA – Quattro persone sono morte a San Fele (Potenza) in seguito a un omicidio-suicidio in famiglia. Un uomo, Vito Tronnolone, ha ucciso la moglie e i suoi due figli e poi si è suicidato. Il fatto è avvenuto stamani nell’abitazione di famiglia, in località Difesa, alla periferia del paese. Tronnolone carrozziere in pensione di 65 anni, ha ucciso moglie e figli con una pistola che è stata trovata dai Carabinieri. La moglie aveva 57 anni. I figli, uno dei quali disabile, avevano 32 e 27 anni.

Da una prima ricostruzione sembra che la sofferenza legata alle condizioni di disabilità di uno dei figli sarebbe all’origine del triplice omicidio e del suicidio: il capo famiglia - che viveva in Toscana da circa un anno e da qualche giorno era tornato in Basilicata – pare non sopportasse più la sofferenza causatagli dalle condizioni di uno dei figli.
La famiglia viveva in Toscana, a Lastra a Signa (Firenze), da oltre trent'anni in una villetta schiera a due piani immersa nella campagna fiorentina: erano a San Fele da una ventina di giorni per trascorrervi un periodo di vacanza.

Dopo gli accertamenti effettuati dal reparto scientifico nell’abitazione di campagna, in località Difesa, le quattro salme sono state trasportate all’obitorio dell’ospedale di Potenza: nelle prossime ore si conoscerà quando sarà eseguita l'autopsia sulle quattro vittime.

UNA TELEFONATA ALLE SORELLE: HO UCCISO TUTTI - Vito Tronnolone, l’uomo di 65 anni che stamani a San Fele (Potenza) ha ucciso moglie e due figli prima di suicidarsi, ha telefonato alle sorelle, che vivono in Toscana, poco prima di spararsi, dicendo: “Ho ammazzato tutti e ora mi ammazzo io”.

LE VITTIME - Le vittime di Tronnolone, che era pensionato, sono la moglie, Maria Stella Puntillo, di 57 anni, e i due figli: Luca (32 anni), che era disabile, e Chiara, di 27. Per uccidere moglie e figli e suicidarsi Tronnolone ha usato una pistola calibro 38 regolarmente detenuta.

IL SINDACO DI SAN FELE: SIAMO SCONVOLTI - "Siamo tutti sconvolti": con la voce rotta dall’emozione, Donato Sperduto, il sindaco di San Fele (Potenza) – dove stamani un uomo ha ucciso moglie e due fili e poi si è suicidato – ha commentato la tragedia. Sperduto è arrivato poco fa vicino all’abitazione della famiglia Tronnolone e si è fermato a parlare con gli investigatori. Nella casa i Carabinieri del reparto scientifico dell’Arma stanno effettuando i rilievi e poco fa è giunta San Fele anche il pm di Potenza, Anna Gloria Piccininni.

I NIPOTI IN TOSCANA: SIAMO SOTTO CHOC - "Siamo tutti sotto choc, che devo dire di più? Lasciateci in pace. Stiamo partendo, andiamo là". Così rispondono al telefono nell’abitazione della sorella di Vito Tronnolone, che stamani a San Fele (Potenza) ha ucciso moglie e due figli e poi si è ucciso. Prima di suicidarsi l'uomo ha telefonato alle sorelle, che vivono in Toscana, a Lastra a Signa (Firenze). "No, non ho risposto io – aggiunge la signora al telefono – io sono la nipote. Siamo talmente sotto choc che chiediamo solo di essere lasciati in pace".

TEMEVA PER LA PROPRIA SALUTE? - Forse temeva per la sua salute Vito Tronnolone, è una delle ipotesi investigative che i Carabinieri stanno seguendo per spiegare la strage: ieri sera, infatti, Tronnolone si è fatti visitare nell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Melfi (Potenza). Pare che l’uomo lamentasse di avere problemi di pressione: gli investigatori pensano che l’uomo – preoccupato per la sua salute – temesse di non poter più occuparsi della famiglia e, in particolare, del figlio disabile.

I VICINI TOSCANI: MAI SEGNI DI SQUILIBRIO - Davanti all’abitazione della famiglia, questa mattina, un auto dei carabinieri e un capannello di vicini di casa che non riescono a credere a quanto accaduto. "Era un uomo mite che non ha retto la pressione di avere un figlio disabile – racconta una vicina di casa e amica di famiglia -. Non gli dava mai pace, la notte sentivamo le urla arrivare dalla casa".
"Nonostante questo Vito non si lamentava mai, lo vedevamo sempre fuori al parco con il figlio Luca", racconta una delle amiche della figlia di Tronnolone, anche lei uccisa dal padre con il resto della famiglia che aveva raggiunto proprio ieri a San Fele. "Era un uomo davvero tranquillo – dice un’altra vicina – teneva dentro tutto il suo dolore, forse troppo e non ce l’ha fatta più".

I CARABINIERI A LASTRA DI SIGNA SEQUESTRANO IL PC - Una pattuglia dei carabinieri si è recata questa mattina nell’abitazione dei Tronnolone a Lastra a Signa  sono usciti dopo alcune ore portando via un personal computer.

I PARENTI DI SAN FELE: NON RIUSCIAMO A CAPIRE - All’esterno dell’abitazione di campagna alcuni parenti, disperati per i quattro morti, raccontano però che negli ultimi giorni il capofamiglia "era più ansioso del solito, perchè era molto preoccupato per il suo stato di salute". Tra le lacrime una sorella di Maria Stella Puntillo, moglie di Tronnolone, ricorda "quel povero innocente di Luca", il figlio disabile: "per noi era sempre un bambino, non riusciamo a capire che cosa sia successo".

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