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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:02

Ripuliscono Bucaletto volontari denunciati

di GIOVANNA LAGUARDIA
POTENZA - Ha avuto un epilogo inaspettato l’iniziativa «guerrilla gardening», condotta nella giornata del sette agosto a Bucaletto da Legambiente e altre associazioni, l’indomani della sfacchinata i volontari, che probabilmente si aspettavano il plauso della pubblica amministrazione, impossibilitata a manutenere il verde pubblico per mancanza di fondi e giardinieri, si sono, invece, visti denunciare dall’Acta e addirittura identificare dalla Polizia Locale (i sacchi raccolti dai volontari, foto Tony Vece)
Ripuliscono Bucaletto volontari denunciati
di GIOVANNA LAGUARDIA

POTENZA - Ha avuto un epilogo inaspettato l’iniziativa «guerrilla gardening», condotta nella giornata del sette agosto a Bucaletto da Legambiente in collaborazione con l’associazione La Nuova Cittadella e con il contributo di Clorofilla Green Service. Bombe di semi, laboratori, riconoscimento delle specie arboree e soprattutto la pulizia dell’area verde dedicata a Mons. Vairo (piazza della Fontana) nel quartiere di Bucaletto a Potenza. Armati di guanti, pale e rastrelli i volontari della Legambiente insieme al comitato La Nuova Cittadella hanno ripulito l'area verde e la relativa area giochi.

All’indomani della sfacchinata i volontari, che probabilmente si aspettavano il plauso della pubblica amministrazione, impossibilitata a manutenere il verde pubblico per mancanza di fondi e giardinieri, si sono, invece, visti denunciare dall’Acta e addirittura identificare dalla Polizia Locale, intervenuta ieri mattina sul posto. «Nella serata del sette - spiega la presidente de La Nuova Cittadella Silvia Lettieri - abbiamo inviato una posta elettronica certificata all’Acta per avvisarli che avevamo provvisoriamente stoccato le erbacce raccolte dentro alcuni sacchi nei pressi dei cassonetti, come del resto avevano fatto nei giorni precedenti gli stessi addetti comunali.
La mattina dopo sono piombati sul posto gli sipettori dell’Acta che hanno chiamato la polizia locale, che ha proceduto ad identificarci. Ci hanno detto che le piante da noi accatastate costituivano pericolo di incendio oltre ad ingombrare il suolo pubblico. Avevamo sollecitato più volte gli stessi operai dell’Acta ad intervenire per ripulire l’area, ma ci hanno sempre risposto che non era loro compito. Di chi è il compito, allora? E soprattutto, dove si dovrebbe portare questo materiale? Nessuno ha saputo dircelo. Intanto ci hanno detto che ci manderanno un cassone per lo stoccaggio. Ma se nessuno vuole mai intervenire come dovremmo fare noi cittadini volontari a dare un po’ più di decoro a questa nostra città? E questo soprattutto nel nostro che è un quartiere particolare, dove le case affacciani direttamente su strada, e il pericolo di topi o scarafaggi è più alto che altrove».

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