Cerca

Lunedì 23 Ottobre 2017 | 10:00

Puglia, il bonus benzina «congelato» nelle casse Firmato il decreto: 170 milioni

di LUIGIA IERACE
POTENZA - Oltre 3,2 milioni di euro «dimenticati» nelle casse della Regione Puglia da oltre due anni. A questi, se ne aggiungeranno entro fine anno e a inizio 2015 altri 4,8 milioni, per un totale di oltre 8 milioni di euro. Sono le risorse del cosiddetto «bonus benzina», il Fondo nazionale destinato alla riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti, alimentato dal 3% delle royalty che le compagnie petrolifere versano allo Stato per le estrazioni petrolifere
Formazione in azienda, dalla Regione bando per sei milioni di euro
Puglia, il bonus benzina «congelato» nelle casse Firmato il decreto: 170 milioni
di Luigia Ierace

POTENZA - Oltre 3,2 milioni di euro «dimenticati» nelle casse della Regione Puglia da oltre due anni. A questi, se ne aggiungeranno entro fine anno e a inizio 2015 altri 4,8 milioni, per un totale di oltre 8 milioni di euro. Sono le risorse del cosiddetto «bonus benzina», il Fondo nazionale destinato alla riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti, alimentato dal 3% delle royalty che le compagnie petrolifere versano allo Stato per le estrazioni petrolifere.

Soldi bloccati in Puglia, come in Emilia Romagna, Marche e Molise, dove nonostante il «bonus» sia stato erogato dal Ministero delle Sviluppo economico a novembre 2011 e febbraio 2013, non è stato speso o impegnato un solo euro.

Inefficienza? Eccessiva cautela? Forse l’ennesima conferma di una legge che parcellizzando troppo il fondo e vincolandolo esclusivamente alla riduzione del prezzo dei carburanti diventa l’esempio del cattivo uso di risorse che nel loro insieme potrebbero essere utilizzate per lo sviluppo dei territori dove si estrae. E proprio l’art.45 della legge 99 del 2009, è tornato all’attenzione in questi giorni con l’emendamento 30 quinquies del Decreto Competitività, al voto oggi in Senato, che lo modifica escludendo dal Fondo le regioni che ospitano attività di rigassificazione. E contestualmente con il nuovo decreto di ripartizione del Fondo tra le regioni interessate, alla firma dei ministri Guidi (Mise) e Padoan (Mef).

Dopo la Basilicata che prende la parte più cospicua del fondo, il Veneto con il suo rigassificatore e il Piemonte, a beneficiare del fondo c’è la Puglia per l’attività estrattiva nei comuni di Deliceto, Biccari, Volturino, Ascoli Satriano, Candela, Alberona e Sant'Agata di Puglia. Per le produzioni su questi territori, relative al 2009 e al 2010, la quota del Fondo idrocarburi assegnata alla Regione Puglia che ne avrebbe deciso l’utilizzo, in ossequio all’art.45, è stata di 2,3 milioni di euro (1,9 per la prima annualità e 1,4 per la seconda). Con il nuovo decreto la Puglia si vedrà accreditare il 2,8% del Fondo, pari a 2,2 milioni di euro per le produzioni del 2011 e a 2,6 milioni di euro per il 2012. Somme in arrivo, anche se quelle di prima non sono state spese nè impegnate. «In via del tutto prudenziale», spiegano dalla Regione Puglia, per via del contenzioso tra la Regione Veneto e i Ministeri dell'Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico e per i timori che la Sentenza del Consiglio di Stato, che ha dato ragione al Veneto, potesse preludere «con ogni probabilità ad una decurtazione degli importi inizialmente spettanti». E così, «alla luce di queste motivazioni si è ritenuto preferibile, allo stato, non dare corso all'utilizzo delle somme fino a delimitazione degli effetti del giudicato sulle pregresse e sulle future assegnazioni di fondi a questo titolo. Conoscere l'entità delle erogazioni annuali è infatti fondamentale per definire legislativamente in maniera razionale il campo di applicazione e soprattutto l'estensione territoriale da dare al beneficio in termini di riduzione del prezzo al consumo dei carburanti».

Ora gli importi sono noti e presto i soldi arriveranno nelle casse regionali. Come saranno utilizzati? A beneficio degli oltre 20 mila abitanti dei sette comuni dove si estrae? Con un fondo pari a 8,1 milioni di euro, ogni residente avrebbe per i primi 4 anni un «bonus carburante» di 400 euro che, invece, supererebbe i 600 euro a testa se i beneficiari fossero, come avviene, in Basilicata, i soli patentati (ipotizzando che nei 7 comuni siano 12.000 patentati). In Piemonte, così hanno fatto i Comuni di Romentino, Trecate e Galliate, distribuendo buoni per il primo anno di 320, 60 e 25 euro. Ma con il nuovo decreto sono salite a 12 le regioni beneficiare di fondi. Per comprare carburante.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione