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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:20

Potenza, a 94 anni si trova in carcere per tentato omicidio

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - È il detenuto più anziano di Basilicata. Forse anche d’Italia. Lorenzo Lo Sasso ha 94 anni ed è nel carcere di Potenza nonostante i problemi di salute. Deve scontare una condanna a cinque anni di carcere per il tentato omicidio di sua sorella. Nonostante i certificati medici, i giudici del Tribunale di sorveglianza di Potenza hanno ritenuto il carcere compatibile con le condizioni di salute dell’anziano
Potenza, a 94 anni si trova in carcere per tentato omicidio
di Fabio Amendolara

POTENZA - In carcere a 94 anni, nonostante l’età - che potrebbe fare di lui uno dei detenuti più anziani d’Italia (è comunque il detenuto più anziano in Basilicata) - e nonostante i problemi di salute. Deve scontare una condanna a cinque anni di carcere per il tentato omicidio di sua sorella. Lorenzo Lo Sasso è in carcere a Potenza da qualche mese.

Il suo processo ha avuto una marcia in più: due anni per due gradi di giudizio. Un record. E con la condanna in appello sono scattate le manette. Che non erano scattate neanche due anni fa.

Il giudice per le indagini preliminari che all’epoca si occupò del caso ritenne sufficienti gli arresti domiciliari.

Ora invece, nonostante i certificati medici, i giudici del Tribunale di sorveglianza di Potenza hanno ritenuto il carcere compatibile con le condizioni di salute dell’anziano.

Nell’ordine di carcerazione inoltre non vengono detratti i termini per la liberazione anticipata di cui Lo Sasso aveva goduto durante la fase cautelare.

I domiciliari li aveva passati in una casa di riposo di Baragiano. Ora invece per i giudici è necessario il carcere. E prima dell’8 ottobre - data dell’udienza davanti ai giudici del Tribunale di sorveglianza - la situazione non potrà mutare. Il difensore di Lo Sasso, l’avvocato Antonietta Martino, ha chiesto di anticipare la data dell’udienza. In una richiesta depositata ieri ha chiesto anche di poter autorizzare i medici del dipartimento di salute mentale a entrare in carcere per visitare l’anziano.

Contattato dalla Gazzetta, l’avvocato Martino ha commentato: «Ho piena fiducia nella magistratura di sorveglianza che di certo terrà conto anche dell’umanità del caso».

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