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Domenica 22 Ottobre 2017 | 10:28

Potenza, appalti e sesso Altre ragazze per i politici Ecco le massaggiatrici

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Non bisognava parlare «delle ragazze di Pignola». Soprattutto a telefono. Nell’inchiesta su mazzette, appalti e sesso denominata «Vento del Sud» spuntano altre ragazze che l’imprenditore Leonardo Mecca - al centro dell’inchiesta - metteva a disposizione dei politici «da ammorbidire». Non c’era solo l’alcova di via Maratea a Potenza
Potenza, appalti e sesso Altre ragazze per i politici Ecco le massaggiatrici
di Fabio Amendolara

POTENZA - Non bisognava parlare «delle ragazze di Pignola». Soprattutto a telefono. Nell’inchiesta su mazzette, appalti e sesso denominata «Vento del Sud» spuntano altre ragazze che l’imprenditore Leonardo Mecca - al centro dell’inchiesta - metteva a disposizione dei politici «da ammorbidire».

Non c’era solo l’alcova di via Maratea a Potenza. «Da quanto è emerso grazie all’ascolto delle intercettazioni e con tutta la ritrosia immaginabile dalle dichiarazioni rese dalle donne interessate, veniva accertato che Mecca avesse organizzato, anche su sollecitazione di De Rosa, diversi appuntamenti finalizzati a rapporti intimi». Il giudice per le indagini preliminari Rossella Larocca, che ha privato della libertà quattro dei 13 indagati, lo scrive nell’ordinanza di custodia cautelare.

Le ragazze che erano diventate «merce di scambio» non sono escort, spiegano gli investigatori che hanno scoperto il sistema per pilotare gli appalti: intrecci tra imprenditori, politici e funzionari comunali con l’obiettivo di favorire l’impresa «amica» in cambio di soldi, viaggi e notti in albergo con escort. Ma anche con ragazze in cerca di un posto di lavoro. A dare in pasto ragazze disponibili all’ex assessore del Comune di Potenza, Luciano De Rosa, era l’imprenditore Mecca. Gli incontri avvenivano in un ufficio dell’impresa Mecca in via Maratea a Potenza. E, forse, anche in un centro massaggi. Gli investigatori stanno cercando di capire chi sono le ragazze «pignolesi» di cui l’ex assessore comunale parlava a telefono.

Il sospetto è che l’imprenditore mandasse lì i politici da cui poi cercava di ottenere appalti o vantaggi. Per i ritardi nei pagamenti del Comune o di Acquedotto lucano si impegnava l’ex assessore De Rosa. L’accusa è riassunta in una domanda che il pm Francesco Basentini fa all’indagato Luciano De Rosa: «Secondo quello che emergerebbe - dice il pm Francesco Basentini nel corso dell’interrogatorio - il condizionale è d’obbligo perché stiamo parlando di ipotesi di accusa, è un’indagine preliminare, non cristallizza per forza la verità, l’ipotesi prevedrebbe che lei a fronte dell’interessamento con il Comune di Avigliano per un appalto non andato in porto e dell’interessamento da parte sua con Acquedotto lucano e il Comune di Potenza per sollecitare, diciamo, rendere agevole il pagamento dei crediti di Mecca, lei, in cambio, avrebbe ottenuto questi incontri con le ragazze».

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