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Martedì 17 Ottobre 2017 | 01:48

Potenza, sfida dei conti con lo spettro bancarotta

di MIMMO SAMMARTINO
POTENZA - Non è durato molto il Consiglio comunale ieri mattina. Il tempo di decidere le commissioni consiliari, con relativi presidenti e vicepresidenti, per poi rinviare la questione cruciale - l’approvazione del bilancio consuntivo 2013 - al 28 e 29 luglio prossimi. Il nodo sta tutto lì. Prima e a prescindere dalle diversità di posizioni, dall’anomalia del confronto fra Giunta guidata da un sindaco di centrodestra e Consiglio a maggioranza di centrosinistra
Potenza, sfida dei conti con lo spettro bancarotta
di Mimmo Sammartino

POTENZA - Non è durato molto il Consiglio comunale ieri mattina. Il tempo di decidere le commissioni consiliari, con relativi presidenti e vicepresidenti, per poi rinviare la questione cruciale - l’approvazione del bilancio consuntivo 2013 - al 28 e 29 luglio prossimi. Il nodo sta tutto lì. Prima e a prescindere dalle diversità di posizioni, dall’anomalia del confronto fra Giunta guidata da un sindaco di centrodestra e Consiglio a maggioranza di centrosinistra, maggioranze, opposizioni, intese o contrapposizioni su questioni programmatiche. Prima di ogni altro distinguo c’è il punto dirimente: il Comune di Potenza è in grado di evitare di affondare nel dissesto o no? Il sindaco Dario De Luca affronta la questione con cautela e ora attende anch’egli il lavoro di valutazione della seconda commissione consiliare permanente. Quella che, per l’appunto, si occupa di patrimonio, finanze e bilancio. Presidente è stato eletto Felice Scarano. Vicepresidente Alessandro Galella.

De Luca cerca di affrontare con grande cautela questo passaggio delicato. Ma, già nei primi giorni del suo mandato, le voci di dentro lasciavano filtrare le preoccupazioni crescenti che assillavano il primo cittadino di fresca elezione. A cominciare dalla individuazione di un disavanzo di 14 milioni di euro (situazione con la quale dovrà essere portato all’approvazione il bilancio consuntivo 2013 del Comune di Potenza). Il nodo è per l’appunto connesso ai crediti non esigibili. Per questo è urgente effettuare ulteriori accertamenti.

Perché non è finita qui. Spulciando le carte, infatti, De Luca si è trovato di fronte a una situazione di cassa con aspetti più virtuali che reali. Vengono portati in bilancio, come se fossero sicuri, circa quindici milioni di euro relativi a immobili che il Comune ha intenzione di vendere. Questa situazione avviene, spiegano in Municipio, sin dal 2008. Il problema è che non è scritto da nessuna parte che quegli immobili saranno poi effettivamente venduti. E se la vendita non dovesse avvenire ci si troverebbe con altri 15 milioni sul groppone. E il «buco» s’allargherebbe così a 29 milioni di euro.

In questo calcolo di immobili non figura il Palazzo di giustizia di Potenza (che era stato valutato 32 milioni) per il quale, dopo i pareri negativi espressi dalla magistratura amministrativa, non è più prevista alcuna dismissione. Il sindaco De Luca su questo è netto: «Si tratta di un bene indisponibile».

È cominciato dunque il conto alla rovescia per la città capoluogo. In meno di una settimana si arriverà alla sfida dei conti. Solo se si riuscirà a superare questo scoglio si potrà cominciare a navigare in mare aperto.

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