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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 20:05

Peppone e don Camillo a San Chirico Raparo parroco e sindaco divisi

di PINO PERCIANTE
SAN CHIRICO RAPARO - A San Chirico Raparo va in scena una versione moderna di Don Camillo e Peppone. La contesa, in un paese popolato da poco più di mille anime, oppone il sindaco Claudio Borneo al parroco Don Antonio Caputo. Ragione dello scontro se il primo cittadino deve stare davanti o dietro la statua di Santa Sinforosa durante il percorso della processione in onore della patrona di San Chirico che si festeggia il 18 luglio
Peppone e don Camillo a San Chirico Raparo parroco e sindaco divisi
di Pino Perciante

SAN CHIRICO RAPARO - A San Chirico Raparo va in scena una versione moderna di Don Camillo e Peppone. La contesa, in un paese popolato da poco più di mille anime, oppone il sindaco Claudio Borneo al parroco Don Antonio Caputo. Ragione dello scontro se il primo cittadino deve stare davanti o dietro la statua di Santa Sinforosa durante il percorso della processione in onore della patrona di San Chirico che si festeggia il 18 luglio. Il sindaco vuole stare davanti, il parroco dice che deve stare dietro.Un braccio di ferro che dura già da qualche tempo fino ad arrivare alla «rottura» di quest’anno. Tutto perché venerdì scorso , al termine della messa che precede la processione arriva l’annuncio del sacerdote: le autorità civili, vale a dire il sindaco e i consiglieri comunali, devono seguire la processione dietro la statua.

A quel punto il sindaco, Claudio Borneo, fa l’inchino alla statua della santa, prende il gonfalone e se ne torna in comune. La stessa cosa fanno anche i consiglieri di maggioranza Enzo Aloisio, Antonio Cosentino, Vincenzo Cirigliano, Giovanna Greco e Gianluigi Gresia. Tutti si uniranno alla processione quando il corteo passerà davanti a palazzo di città ma Borneo comunque senza la tradizionale fascia tricolore. Il parroco ha applicato la norma del ’99 che dice che le autorità civili nelle processioni devono stare dietro alle statue.

«E’ una norma che disconosco nel mio paese – replica il sindaco – da secoli le autorità civili seguono le processioni davanti alle statue e questa tradizione è ancora in uso in numerosi comuni della nostra diocesi, malgrado la norma del ‘99». Borneo ha scritto anche una lettera a sua eminenza il vescovo della diocesi di Tursi - Lagonegro Mons. Francesco Nolè per illustrargli la situazione. Nella missiva il primo cittadino di San Chirico ribadisce che «a seguito dell’esperienza dell’anno scorso risulta più che palese l’inopportunità applicativa della norma del ’99. Ciò in considerazione del fatto che è risultata del tutto appannata la presenza delle autorità civili e militari, irrimediabilmente inglobate all’interno della massa dei fedeli, spesso in situazioni di calca, a causa dei continui restringimenti dei vicoli urbani».

«In virtù delle ragioni espresse al vescovo – conclude il primo cittadino di San Chirico - porterò la questione in consiglio comunale per discutere su eventuali decisioni da adottare». Abbiamo tentato di contattare il parroco. Ma nonostante i vari tentativi è stato irraggiungibile.

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