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Giovedì 21 Settembre 2017 | 10:53

Potenza, voti comprati alle primarie comunali Accuse nelle telefonate

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - L’ex assessore del Comune di Potenza Luciano De Rosa - accusato di aver accettato favori sessuali da ragazze compiacenti mandate da lui da imprenditori senza scrupoli che in cambio ottenevano «aiutini» e favori (l’inchiesta tre giorni fa ha portato agli arresti domiciliari un funzionario della Regione Basilicata e tre imprenditori accusati di corruzione) - sosteneva il candidato, poi eletto, Salvatore Margiotta. E le preferenze le chiedeva proprio tra gli imprenditori accusati di corruzione nell’inchiesta «Vento del Sud». Ecco l'informativa della Polizia sulle intercettazioni
Vento del Sud: al via gli interrogatori
Potenza, voti comprati alle primarie comunali Accuse nelle telefonate
FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Le avevano definite «parlamentarie», perché - come per le primarie - sarebbero stati gli iscritti del Partito democratico a scegliere i candidati al parlamento. L’ex assessore del Comune di Potenza Luciano De Rosa - accusato di aver accettato favori sessuali da ragazze compiacenti mandate da lui da imprenditori senza scrupoli che in cambio ottenevano «aiutini» e favori (l’inchiesta tre giorni fa ha portato agli arresti domiciliari un funzionario della Regione Basilicata e tre imprenditori accusati di corruzione. Nell’inchiesta, oltre alle mazzette, sono emersi anche scambi di favori sessuali) - sosteneva il candidato, poi eletto, Salvatore Margiotta. E le preferenze le chiedeva proprio tra gli imprenditori accusati di corruzione nell’inchiesta «Vento del Sud». L’ipotesi: «Voto di scambio».Gli investigatori della Squadra mobile di Potenza dedicano un intero capitolo di una corposa informativa - di cui la Gazzetta è in possesso - allo «scambio di voti».

Scrivono: «Anche Leonardo Mecca (uno degli imprenditori al centro dell’inchiesta, ndr) sembra essere coinvolto in un gioco di promesse di voti. Seppure il suo coinvolgimento è stato accertato limitatamente alle elezioni per le primarie del Pd (gennaio 2013, ndr), non si esclude, quale logica conseguenza, che una condotta simile sia stata reiterata in occasione delle elezioni politiche. Rileva in ogni caso - secondo gli investigatori - il legame che unisce il soggetto a personaggi politici locali».

E tra questi c’è proprio l’ex assessore De Rosa, all’epoca ancora in carica. La prova? In una telefonata intercettata.

A urne chiuse e a risultato ottenuto, l’assessore contatta l’imprenditore e lo ringrazia per il risultato: «Fino alle 4 con l’onorevole e con De Filippo e ce l’abbiamo fatta per 120 voti... è un grande risultato. Senti, sei la prima persona che ringrazio. Sei un grande... un grande... ne hai portati dieci... sei stato un tassello importante per la nostra rielezione... altrimenti... Leonardo... era la mia fine politica, questi ci “accappottavano”». Così non è stato.

I voti sono arrivati e il candidato sostenuto (che non è indagato) è riuscito a correre alla competizione ed è stato eletto. E lo scambio di favori?

L’assessore si impegna. Promette un intervento sull’ex sindaco di Potenza Vito Santarsiero per chiedere l’assunzione del figlio dell’imprenditore nell’azienda di trasporti cittadina, il Cotrab, e con il presidente di Acquedotto lucano Rosa Gentile per accelerare il pagamento di alcuni crediti vantati dall’imprenditore. «Erano favori che ho fatto a un amico, ma non da assessore», si è difeso De Rosa. «Inverosimile», per la Procura. Ed è finito sotto inchiesta.

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