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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 03:47

Il Tar della Basilicata boccia il concorsone per sospette irregolarità

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - I giudici del Tar di Basilicata hanno annullato il contestatissimo concorso per la selezione di 50 laureati con esperienza quinquennale nel campo di fondi strutturali. È il famoso concorsone Po-Fesr. Il bando era stato impugnato da due concorrenti risultati fra i candidati idonei non vincitori. Il loro legale ha rappresentato «l’illegittimità» del bando e «la violazione del principio di imparzialità, economicità ed efficienza delle scelte amministrative»
Il Tar della Basilicata boccia il concorsone per sospette irregolarità
di Fabio Amendolara

POTENZA - I giudici del Tar di Basilicata hanno annullato il contestatissimo concorso per la selezione di 50 laureati con esperienza quinquennale nel campo di fondi strutturali. È il famoso concorsone Po-Fesr.

Il bando era stato impugnato da due concorrenti - rappresentati dall’avvocato Giampaolo Brienza - che erano risultati fra i candidati idonei non vincitori. Il loro legale ha rappresentato ai giudici amministrativi «l’illegittimità» del bando e «la violazione del principio di imparzialità, economicità ed efficienza delle scelte amministrative, eccesso di potere per manifesta illogicità, contraddittorietà, incoerenza, irragionevolezza, sviamento, disparità di trattamento, mancata valutazione degli interessi in gioco».

Gli atti impugnati sarebbero stati emessi in violazione della normativa, non essendo stato rispettato l’obbligo di attingere alle graduatorie vigenti. La Regione, secondo i ricorrenti, avrebbe dovuto preventivamente interpellare chi era in graduatoria, in considerazione del fatto che entrambi possiedono il requisito dell’esperienza quinquennale nel campo dei fondi strutturali. La Regione avrebbe dovuto quindi motivare la scelta di indire un nuovo concorso.

Secondo i giudici il ricorso «va dichiarato inammissibile nella parte in cui è volto a conseguire l’accertamento e la declaratoria dell’obbligo della Regione di procedere allo scorrimento della graduatoria già formata, ove i ricorrenti sono risultati idonei, e attribuire agli stessi i primi due posti disponibili. Invero, questa azione di accertamento è incompatibile con la posizione di interesse legittimo che nella presente vicenda vantano i ricorrenti». Il ricorso per il resto è «meritevole di accoglimento». Perché?

«Appare in primo luogo evidente l’omogeneità tra le figure professionali oggetto del concorso, indetto nel 2009 e quello per la selezione dei 50 laureati di cui all’impugnato avviso pubblico. Del tutto coincidenti sono, infatti, la categoria di inquadramento del vigente ordinamento professionale degli enti locali, il livello retributivo e il titolo di studio previsto per l’ammissione alla procedura, ovverosia la laurea. Inoltre il profilo professionale di funzionario in materie economiche, finanziarie e statistiche appare compatibile con le figure professionali che l’amministrazione intende reclutare». Secondo i giudici «pur a voler ritenere rilevante, in ipotesi, l’asserito tratto di specialità costituito dall’esperienza maturata nel campo, emergerebbe comunque un chiaro di fetto di istruttoria della Regione in uqanto non risultano svolte verifiche di sorta circa il possesso di questo requisito in capo ai candidati collocati nella graduatoria in corso». Per questi motivi i giudici hanno accolto parzialmente il ricorso e condannato la Regione alle spese. Il concorsone è nullo.

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