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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:14

Atella, va in scena l’«altra» storia bandita

di ALESSANDRO BOCCIA
ATELLA - Non poteva che essere la valle di Atella adagiatafra il Vulture, il castello federiciano di Lagopesole e il Monte Caruso di Avigliano, l’anfiteatro naturale in cui mettere in scena le vicende dei briganti lucani. La rappresentazione «Crocco, brigantesse e Ninco Nanco», a cura dell’associazione «I briganti di Crocco» di Rionero in Vulture, è andata in scena con gran successo
Atella, va in scena l’«altra» storia bandita
di ALESSANDRO BOCCIA

ATELLA - Non poteva che essere la valle di Atella adagiatafra il Vulture, il castello federiciano di Lagopesole e il Monte Caruso di Avigliano, l’anfiteatro naturale in cui mettere in scena le vicende dei briganti lucani. La rappresentazione «Crocco, brigantesse e Ninco Nanco», a cura dell’associazione «I briganti di Crocco» di Rionero in Vulture, è andata in scena proprio nell’ag riturismo «La valle dei cavalli» di Atella, in contrada piani di Carda.
Suggestivo lo spettacolo che si è potuto pregiare non solodella bellezza unica dei luoghi circostanti, ma anche della presenza dei cavalli allevati nella struttura turistica.
«L’associazione EquiturismoItalia – ha spiegato il presidente Salvatore Summa - ha inteso mettere al centro dello spettacolo, come lo era ai tempi dei briganti, proprio il cavallo quale animale indispensabile di supporto e di spostamenti nelle storiche vicende di quel periodo». Un’ occasione, quella della rievocazione storica delle vicende dei briganti, per attrarre turisti sul territorio.

«Questo è il cuore del brigantaggio meridionale, da qui nasce la valle dei briganti - ha precisato Summa - e la rievocazione storica dellevicende del brigantaggio può fungere da attrattore per richiamare sul territorio persone dalle regioni limitrofe. Un’occasione quindi per creare nuove economie e far conoscere contemporaneamente quest’ affascinante storia». Ed è proprio per divulgare la storia di Crocco, Ninco Nanco e delle brigantesse che l’associazione i «Briganti di Crocco», presieduta da Vincenzo Traficante, mette in scena da tempo sul territorio manifestazioni legate al brigantaggio post unitario. Lo spettacolo, affidato alla regia di Katia Traficante, si è snodato su diversi livelli, partendo dalle memorie del generale Carmine Crocco scritte nel «Bagno penale» di Portoferraio nel quale era detenuto, e che ha legato il suo nome, insieme al suo luogotenente Ninco Nanco, alle vicende ancora discusse e controverse per storici e studiosi del brigantaggio post-unitario (1861-1865).

«La valle dei cavalli è da sempre luogo vocato ad organizzare eventi di un certo livello - ha ricordato Armando Lostaglio, del Cineclub «Vittorio De Sica» di Rionero in Vulture - ed è interessante vedere come al di là di ardite valutazioni avveniristiche, e di concetti pro o contro quel fenomeno storico, le associazioni si impegnino nel voler rinverdire una storia ed una identità, ma anche un costume sociale ed una tradizione, in una rielaborazione generazionale che, specie nel Vulture, ha radici antiche».

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