Cerca

Sabato 21 Ottobre 2017 | 19:49

Da un'indagine: i lucani «teneroni e coccolosi»

POTENZA - Forse Topo Gigio avrà visto qualche decennio prima i risultati di questa curiosa indagine per cantare la sua «Strapazzami di coccole». E dedicarla ai lucani. Hanno detto di noi che siamo i più tristi, i più infelici, che a letto non abbiamo bisogno di «aiutini», ora invece ci etichettano come un popolo in cerca di tenerezza e di coccole per sentirsi meglio. Miracoli della statistica e dei sondaggi
Da un'indagine: i lucani «teneroni e coccolosi»
POTENZA - Forse Topo Gigio avrà visto qualche decennio prima i risultati di questa curiosa indagine per cantare la sua «Strapazzami di coccole». E dedicarla ai lucani. Hanno detto di noi che siamo i più tristi, i più infelici, che a letto non abbiamo bisogno di «aiutini», ora invece ci etichettano come un popolo in cerca di tenerezza e di coccole per sentirsi meglio. Miracoli della statistica e dei sondaggi. È quanto emerge da uno studio di una società milanese realizzato attraverso un monitoraggio online mediante metodologia Woa (Web Opinion Analysis) sui principali social network – Facebook, Twitter, YouTube – blog e community interattive, coinvolgendo circa 500 utenti tra i 25 e i 55 anni.

Ebbene, quasi 7 lucani su 10 (67%) sentono il bisogno di avere momenti di tenerezza e ricevere coccole per sentirsi meglio. Baci (62%), abbracci (58%) e carezze (48%) rappresentano autentici toccasana per allontanare le «tossine» quotidiane, i problemi, le incomprensioni. A sorpresa sono gli uomini (61%) a dimostrarsi più teneroni rispetto alle donne (39%).
Perché le coccole? Aumentano il senso di sicurezza (per il 58% degli intervistati) e accrescono l’autostima (62%). Se è la stabilità lavorativa/economica (80%) la necessità primaria avvertita dai lucani, dunque, subito dopo segue la voglia di momenti di tenerezza (67%), quindi la serenità familiare (59%). Quali sono i gesti che ci fanno sentire più coccolati? Oltre 6 lucani su 10 (62%) preferiscono i baci, seguiti da coloro che ricercano gli abbracci (58%) e le carezze (48%).

Non solo gesti d’affetto interpersonali: per il 71% degli intervistati mangiare un gelato rappresenta una vera e propria coccola. Altri preferiscono trovare consolazione nel cioccolato (49%), mangiarsi una pizza (37%), mentre i meno golosi preferiscono una passeggiata all’aria aperta (51%). «Le coccole alimentano una reazione neurobiologica nel nostro cervello che sostiene la cooperazione, l'accudimento reciproco e l'intimità – affer ma lo psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano - Il mondo, oggi, è un ambiente molto competitivo, in cui si rischia di vedere tutto come una sfida senza alleati, anche nella propria squadra; viviamo in una società in cui l'intimità è spesso fatta di un sesso fisico, testosteronico, più che sublimazione della coppia. Recuperare il tempo e la dimensione delle coccole sarebbe importantissimo: dobbiamo riscoprire il piacere della condivisione».

Per la maggioranza degli intervistati (64%) le coccole aiutano a staccare da stress e preoccupazioni quotidiane. Secondo altri lo scambi odi tenerezze permette di combattere le incomprensioni di coppia (56%), aumenta il senso di sicurezza (58%) ed accresce l’autostima (62%). Diversi studi e ricerche internazionali dimostrano i benefici positivi dovuti a gesti come carezze, baci e abbracci. Uno studio condotto dagli esperti canadesi della McGill University di Montreal ha dimostrato che i neonati se vengono coccolati più spesso dalle mamme, da adulti sono più temerari e producono meno ormoni dello stress di quelli cresciuti da mamme meno affettuose.

Gli scienziati hanno dimostrato la presenza nel cervello dei più coccolati un numero maggiore di recettori del cortisolo, un ormone dello stress. Più è alto il numero recettori, più pronta è la risposta del cervello nel combattere gli effetti negativi della sostanza. Ciò dimostra come coccole e carezze fanno diventare più sicuri gli individui in età adulta in quanto l'ormone dello stress viene prodotto in minore quantità, con il beneficio di un’esistenza più felice, caratterizzata da rari fenomeni di ansia e stress. Gli uomini, come dicevamo, si dimostrano più teneroni rispetto alle donne. Questo perché - spiegano gli esperti - la ricerca delle coccole, peculiarità prettamente femminile, svanirebbe man mano che si va avanti con gli anni. Gli uomini, al contrario, avrebbero bisogno di conferme continue e per questo tendono a dedicare più spazio alle effusioni. Mentre l’uomo, infatti, ricerca nelle coccole soprattutto rassicurazioni di un rapporto stabile (37%) e di comprensione con il partner (34%), le donne vedono lo scambiarsi tenerezze come un modo per condividere emozioni (55%) e consolidare l’intesa emotiva (49%) con il partner. Per oltre 3 lucani su 10 (34%) il momento migliore per farsi le coccole è durante la pausa pranzo. Altri preferiscono la sera (31%), arrivati a casa o appena usciti dall’ufficio, oppure la mattina appena svegli (22%) per caricarci in vista dell’intensa giornata. E nel corso dell’anno? Il momento in cui si avverte maggior bisogno di coccole secondo i lucani è quello delle vacanze estive (36%), seguito dal periodo natalizio (28%) e l’inverno (26%).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione