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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:55

«Mio figlio disabile e la scuola insensibile»

RIONERO IN VULTURE - La sua battaglia è in difesa del figlio 13enne con una invalidità civile accertata del 60 per cento. La signora Michela D’Anella chiede «giustizia» e denuncia una serie di «disattenzioni» della scuola media «Michele Granata» di Rionero nei confronti del ragazzo. Ma altrettanto rapida è stata la replica della scuola: «sono state attivate tutte le strategie didattiche possibili»
«Mio figlio disabile e la scuola insensibile»
RIONERO IN VULTURE - La sua battaglia è in difesa del figlio 13enne con una invalidità civile accertata del 60 per cento. La signora Michela D’Anella chiede «giustizia» e denuncia una serie di «disattenzioni» della scuola media «Michele Granata» di Rionero nei confronti del ragazzo. Ma altrettanto rapida è stata la replica della scuola: «sono state attivate tutte le strategie didattiche possibili».

Il ragazzo nell’anno appena concluso ha frequentato la seconda classe e non è stato ammesso alla terza. Ma ecco il racconto completo della signora D’Anella. «Nell’agosto 2013 – racconta, alla Gazzetta  - è stata diagnosticata, a mio figlio 13enne, una epilessia con crisi di tipo “assenza”. In seguito,nel dicembre 2013, l’Inps ha ritenuto necessario, in base a controlli eseguiti, dare l’invalidità, sottolineando che il ragazzo ha difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età. Io, la madre, ho presentato tutta la documentazione alla preside della scuola media “Michele Granata” di Rionero in Vulture, dove il ragazzo ha frequentato il secondo anno, certa che avrebbero preso atto della situazione attuale».

«Durante l’anno scolastico - prosegue la signora - sono stata contattata solo per continui rimproveri da parte dei docenti per l’andamento scolastico di mio figlio ed io, più volte, ho sollecitato di aiutarlo, visto il suo problema. La preside, non solo non ha fornito gli strumenti compensativi, ma, stando a quanto dicono, i docenti, non erano al corrente dell’invalidità civile».
La signora va giù ancora duro. «Inoltre, durante l’anno, più volte, ha subito ingiustizie di preferenza da parte dei docenti. Un docente ha rimproverato lo studente di non saper più leggere, in quanto era conseguenza del suo problema. Mentre la sottoscritta chiedeva per lui soltanto tempi di verifica più lunghi stante il suo stato di malattia. Ai primi di questo mese vengo contattata per la bocciatura. Tutti i docenti si sono lavati le mani del suo problema, dicendo che era mia responsabilità di far sì che avesse i giusti strumenti compensativi. A quel punto chiedo un incontro con la preside e fisso un appuntamento, ma non si è presentata e il certificato dell’Inps, da me consegnato personalmente, non è stato mai letto. Almeno così afferma la coordinatrice di classe».

Per contro dalla scuola ribattono «che verso il ragazzo sono state poste in essere strategie didattiche personalizzate, oltre a prove differenziate. Inoltre va detto che il ragazzo spesso non si presentava alle interrogazioni».

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