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Gli «affari» del colonnello atti inviati a procura Roma

POTENZA - L'ufficiale delle Fiamme gialle, accusato di millantato credito, accesso abusivo a sistemi informatici, peculato e danneggiamento aggravato al centro di un'inchiesta su presunti favori e giro di denaro per «aiutini» di dversa natura. L'inchiesta partita da alcune intercettazioni sui telefoni dell’imprenditore Mecca che, dopo essersi accorto che lo polizia lo seguiva, ha chiesto al colonnello di verificare una targa nel sistema informatico della Guardia di finanza
Gli «affari» del colonnello atti inviati a procura Roma
POTENZA - Per il trasferimento di una operatrice socio sanitaria da un ospedale all’altro bastavano 10mila euro. Per sbloccare la pratica di finanziamento ministeriale incagliata nelle maglie della burocrazia bastava un «consulenza» da 50mila euro, così il colonnello definiva gli «aiutini» nelle telefonate intercettate dagli investigatori della Squadra mobile. Ma i fascicoli dell’inchiesta partiranno per Roma. È quella la competenza territoriale, secondo il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Potenza Amerigo Palma che ieri ha disposto il trasferimento degli atti.

Gli indagati: Mario Zarrillo, accusato di millantato credito, accesso abusivo a sistemi informatici, peculato e danneggiamento aggravato (difeso dall’avvocato Leonardo Pace); Veronica Vasapollo (avvocato Giorgio Cassotta), Leonardo Mecca (avvocato Leonardo Pace), Vito Zaccagnino (avvocato Leonardo Pace), Pasquale Agosto (avvocato Antonio Macellaro).

Il sistema informatico della Guardia di finanza è a Roma. E l’accesso abusivo sarebbe stato commesso lì. È questa la valutazione che ha fatto il giudice.

L’inchiesta - coordinata dal pm antimafia Francesco Basentini - è quella che la Procura ha denominato «Vento del Sud». Si tratta del secondo filone dell’inchiesta «Vento del Sud», che parte dalle intercettazioni sui telefoni dell’imprenditore Mecca che, dopo essersi accorto che lo polizia lo seguiva, ha chiesto al colonnello di verificare una targa nel sistema informatico della Guardia di finanza. A questo punto gli investigatori hanno acceso i riflettori sul militare, scoprendo anche una sua «dichiarata» disponibilità a di interessarsi di alcuni «affari», tra cui una «spintarella» per il concorso per allievi marescialli che si è svolto lo scorso anno, con la richiesta di circa 20mila euro (gli atti che riguardano questo aspetto sono stati inviati invece alla Procura di Bari. Il concorso si è tenuto a Bari, per questo la competenza non è della Procura potentina), e «favori» per trasferimenti di personale tra alcune aziende sanitarie lucane.

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