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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:13

Prove di terremoto Test paragonando la scossa del 1980

POTENZA – Protezione, ma anche monitoraggio degli effetti: dopo un terremoto, inoltre, ricercatori e soccorritori possono ottenere, in tempo reale, una stima dei danni subiti da una struttura, grazie a una “ragnatela” di sensori sperimentati nell’Ateneo lucano, che analizzano l’effetto del sisma e inviano i dati attraverso un “router”, fornendo così un quadro con la localizzazione di crepe ed eventuali crolli
Prove di terremoto Test paragonando la scossa del 1980
POTENZA – Anche gli edifici meno recenti possono essere messi al sicuro dai terremoti, riducendo in maniera significativa i danni delle scosse attraverso “l'isolamento alla base”, un particolare sistema costituito da dispositivi posizionati nel basamento degli stabili, o con il sistema “Pres-Lam”, utilizzando il legno e i collegamenti tra le travi e le colonne per aumentare la resistenza delle strutture. Sono alcune delle tecniche illustrate oggi, a Potenza, nel corso del seminario internazionale “Edifici multipiano in legno lamellare”, organizzato dal laboratorio “Prove Materiali e Strutture” (SisLab) della Scuola d’Ingegneria dell’Università della Basilicata.

Protezione, ma anche monitoraggio degli effetti: dopo un terremoto, inoltre, ricercatori e soccorritori possono ottenere, in tempo reale, una stima dei danni subiti da una struttura, grazie a una “ragnatela” di sensori sperimentati nell’Ateneo lucano, che analizzano l’effetto del sisma e inviano i dati attraverso un “router”, fornendo così un quadro con la localizzazione di crepe ed eventuali crolli.
Il sistema “Pres-Lam” utilizza invece il legno lamellare e dei collegamenti trave-colonna realizzati con la tecnica della post-tensione, che garantiscono elevate prestazioni di resistenza sismica e di dissipazione dell’energia: al termine del seminario il sistema è stato “testato” con una scossa identica, in scala, a quella del sisma dell’Irpinia e della Basilicata del 1980: l’edificio non ha subito alcun danno. Il laboratorio dell’Unibas è uno dei pochi in Europa a disporre di strumentazioni in grado di studiare “in situ” e poi di valutare l’impatto del sisma, sperimentando tecniche innovative: alcuni “modelli” sono stati utilizzati, ad esempio, per la valutazione delle vulnerabilità sismica dell’Accademia della Guardia di Finanza dell’Aquila – che ha poi ospitato i membri del G8 dopo il sisma del 2009 – e per la messa in sicurezza di numerosi edifici pubblici in tutto il Paese, tra cui molte scuole.

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