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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 14:17

In arrivo i migranti dell’«oro rosso»

di FRANCESCO RUSSO
PALAZZO SAN GERVASIO - Trovare soluzioni per accogliere gli immigrati che arriveranno a breve in Basilicata per la raccolta del pomodoro, considerando che l’ex campo di accoglienza di Palazzo S. Gervasio, ora Centro di identificazione ed espulsione (Cie) non è più utilizzabile. Con questo obiettivo, le istituzioni regionali, le associazioni, le organizzazioni di categoria ma anche i sindaci di alcuni comuni dell’area dell’Alto Bradano si apprestano ad incontrarsi
In arrivo i migranti dell’«oro rosso»
di FRANCESCO RUSSO

PALAZZO SAN GERVASIO - Trovare soluzioni per accogliere gli immigrati che arriveranno a breve in Basilicata per la raccolta del pomodoro, considerando che l’ex campo di accoglienza di Palazzo S. Gervasio, ora Centro di identificazione ed espulsione (Cie) non è più utilizzabile. Con questo obiettivo, le istituzioni regionali, le associazioni, le organizzazioni di categoria ma anche i sindaci di alcuni comuni dell’area dell’Alto Bradano si apprestano ad incontrarsi. Una riunione è in programma domani, per discutere di una proposta utile a fronteggiare il problema. «Potrebbe verificarsi nuovamente - dicono Antonio Lapadula, segretario della Fai-Csil - una situazione drammatica.

Purtroppo ormai il campo di accoglienza di Palazzo San Gervasio è diventato un Centro di identificazione ed espulsione ed è gestito direttamente dal governo nazionale. Non molto tempo fa - dice ancora - avevamo anche presentato un’istanza al Prefetto, il quale ci aveva ribadito che la struttura non può essere più adibita a centro di accoglienza, perché le sue funzioni ormai sono altre. Adesso, a livello regionale si sta pensando alla realizzazione di alcune tensostrutture, in aree del territorio interessato, da gestire attraverso le associazioni di volontariato. La proposta è di Pietro Simonetti, presidente del Centro di studi e ricerche economiche e sociali (Cseres).
Con un investimento minimo, come è stato fatto nel Foggiano sarà possibile garantire un minimo di dignità a queste persone, che già stanno iniziando ad occupare casolari abbandonati in condizioni igieniche pessime».

Per Gerardo Nardiello, della Uila-Uil «il Cie di Palazzo è uno degli obbrobri messi in campo dal governo: prima si smantella meglio è, perché così non si dà accoglienza, non si assistono gli extracomunitari, ma si offende l’umanità delle persone». «La cosa migliore - dice ancora Nardiello - sarebbe l’integrazione dei migranti nei comuni: così andremmo a migliorare la qualità della vita persone, diminuirebbe il caporalato e ne beneficerebbero gli stessi comuni, con un controllo più diretto e preciso sulla migrazione dei lavoratori ».

«Il centro di Palazzo San Gervasio - interviene Vincenzo Esposito, della Flai-Cgil - ormai è gestito unicamente e direttamente dal governo. Per questo motivo è senz'altro apprezzabile la proposta di Pietro Simonetti: saranno realizzate alcune tensostrutture, capaci di ospitare fino a 150 persone ciascuna. Il 25 giugno ci sarà un incontro organizzativo di coordinamento al quale parteciperanno i rappresentanti dei Comuni interessati a dare ospitalità ai migranti del pomodoro. Ma è importante anche quanto sta facendo la Regione, che ha da poco approvato un disegno di legge per rispondere più adeguatamente alla portata dei nuovi fenomeni migratori».

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