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Il disegno di legge

Basilicata, approvata la nuova legge elettorale regionale

Hanno votato a favore gli undici consiglieri di centrosinistra presenti in aula sui 20 dell’intera assemblea, mentre, in segno di protesta, ha votato un solo consigliere di minoranza

La Corte Costituzionale boccia sette leggi della Regione Basilicata

POTENZA - Il Pd si fa la sua legge elettorale. E lo fa grazie alla stampella che gli offre il consigliere di Centrodestra, Michele Napoli. Dopo giorni di discussioni, di rinvii, di fratture e ricomposizioni è nel week end di ferragosto che si definisce l’atto che consegna alla Basilicata una nuova legge elettorale. Una legge che passa sul filo di lana, con il numero legale che viene tenuto in vita dalla presenza di Napoli appunto, con tutte le altre minoranze che protestano per l’assenza di un metodo condiviso, per l’impossibilità di riflettere e valutare passo per passo cosa fare. Non bastano le proteste del segretario regionale dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti, che chiede il rispetto del Codice europeo che prevede che le leggi elettorali non possono essere modificate ad un anno dalle elezioni. Non serve la spaccatura con socialisti e l’assenza di e parte dei centristi.

Il Pd cementa la sua unità sulla legge elettorale, modificando i confini di un’alleanza in cui interlocutori sono Paolo Galante di Realtà Italia e Francesco Mollica dei centristi, gli unici minori presenti ieri in aula. E lo fa grazie al supporto di Napoli che, dopo essere arrivato solo alle 17 del pomeriggio (dopo i solleciti del presidente del Consiglio Santarsiero a tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione i per avere il numero legale) pur sostenendo che le «regole del gioco si decidono insieme perché non si decide chi deve vincere a priori» di fatto con la sua presenza consente al Consiglio di avviare l’approvazione.

La legge, dunque, passa e cambia non poco le regole. Entrano i meccanismi della parità di genere, con la doppia preferenza e le quote nelle liste (nella composizione delle liste un sesso non può superare il 60 per cento dell’altro). Viene abolito il listino, quel meccanismo che consentiva alle segreterie di partito di indicare personalità da far eleggere senza preferenze, lasciando così ai cittadini la possibilità di scegliere tutti e 20 gli esponenti che siederanno in Consiglio. Ma nello stesso tempo, vengono aumentati i posti di coloro che siederanno in Consiglio. Con lo «scalda poltrone», il meccanismo che consente di far entrare in Consiglio i sostituti di coloro che diventano assessori senza che questi si dimettano (come veniva richiesto dalla precedente legge) semplicemente sostituendoli in attesa del loro ritorno sullo scranno consiliare. In questo modo, i posti per entrare in Consiglio (ed i relativi costi) aumentano considerato che, oggi, ben due assessori non si sono dimessi. E sempre a proposito di posti, il Materano aumenterà la sua rappresentativa passando dagli attuali 6 a 7 consiglieri, a differenza del Potentino che ne perde uno. Ci sono, poi, i meccanismi che «blindano» il candidato presidente come il voto congiunto. Prima gli elettori potevano scegliere il candidato governatore, votando il singolo candidato di una lista ed il candidato governatore di un’altra.

Ora non più. Se si vota un consigliere automaticamente si voterà il suo candidato presidente. Cambia anche il premio di maggioranza che diventa graduale, a partire dal 30 per cento dei voti (con 11 eletti) e fino ad un massimo di 14 consiglieri. Infine, una norma pro - Pittella è quella che prevede 60 giorni prima delle elezioni la fissazione della data del voto e dei comizi elettorali (a differenza di quanto ipotizzato nella prima versione della legge con l’articolo che prevedeva la fissazione della data tre mesi prima della scadenza naturale ossia il 17 agosto). In questo modo considerato che si vota a gennaio, la data dovrà essere stabilita a novembre. Ed il decreto potrebbe firmarlo Marcello Pittella, presidente sospeso ma ancora in carica.

85100 Potenza PZ, Italia

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