Lunedì 23 Luglio 2018 | 14:03

potenza

Papa Francesco in Basilicata?
«Dategli occasione per venire»

L’invito di Mons. Becciu, appena nominato cardinale, in visita a Melfi. E parla anche del progetto di taglio delle diocesi

Papa Francesco in Basilicata? «Dategli occasione per venire»

di Giovanni Rivelli

«Penso che nei programmi di viaggi del Papa la Basilicata abbia un posto privilegiato in quanto periferia. Ha sempre visitato le periferie, ora deve venire il turno della Basilicata e bisogna dargliene un'occasione e ricordarglielo». Parole che hanno un peso quelle pronunciate dal Cardinal Angelo Becciu a Melfi, nella serata di chiusura della festa del quotidiano cattolico Avvenire che ha avuto gli altri suoi appuntamenti a Matera.

Parole significative non solo perché di un porporato, ma forse ancor di più perché fino allo scorso 29 giugno, quando ha ricevuto la «creazione» a cardinale, Becciu è stato sostituto alla segreteria di Stato del Vaticano, praticamente colui che si occupava, tra l’altro, dei viaggi in Italia del Papa.

Riprendono così forza le speranze che il Santo Padre possa arrivare in Basilicata che, dall’avvio del Pontificato di Francesco si sono sempre alimentate di voci. E l’ultima iniziativa per avere qui il Papa è partita dal Metapontino lo scorso marzo con il Nobel per la pace Betty Williams che ha rivolto a Papa Francesco un invito, subito sostenuto dall’intera comunità locale, perché il pontefice venga ad inaugurare, nel settembre prossimo, la Casa della pace per i rifugiati in costruzione a Terzo Cavone, sul sito che qualcuno voleva destinato al centro di stoccaggio delle scorie nucleari. Potrebbe essere questa l’«occasione», per un tema molto caro al Papa. Lo ha sottolineato lo stesso cardinal Becciu a Melfi. «Papa Francesco volle andare nella periferia di Lampedusa per dare un messaggio per l’accoglienza. Disse “preparatemelo subito” e quando disse “subito” lui intendeva già all’indomani. E la stessa cosa fece a Lesbo in Grecia». E lo stesso cardinale ha dichiarato la sua attenzione ai migranti. «Sono figlio di un emigrato - ha detto - e la mia simpatia va agli emigrati. Ricordo quella nave che partiva dalla Sardegna e poi scompariva. Eravamo ragazzini e si piangeva e basta e mi veniva voglia di diventare un ribelle contro le istituzioni che non garantivano il lavoro e ci levavano l’affetto di un padre». Anche per questo, ha detto, «è un dramma che mi trova sensibile. Per chi lascia e per chi viene lasciato dobbiamo avere un’attenzione unica: non possiamo considerarli un numero».

Ma nella serata melfitana in cui ha parlato a lungo del rapporto con l’attuale pontefice e col suo predecessore, Benedetto XVI, che lo portò alla segreteria di Stato vaticana, Becciu ha parlato della Basilicata anche per un’altra questione: le ipotesi di riduzione delle diocesi. «Per le piccole - ha detto in riferimento alla generalità delle diocesi Italiane parlando di una riforma in itinere - c’è il problema di se mantenerle o non mantenerle. Il Papa lo disse ai vescovi italiani nel suo primo incontro: “Dovete riorganizzarvi”. Il primo progetto un po’ si bloccò perché tanti vescovi fecero presente che mentre lo Stato riduceva ospedali, uffici giudiziari e scuole, se anche la Chiesa chiudeva le Diocesi dava l’impressione che anche la Chiesa stesse abbandonando i territori. Il Papa fu colpito da queste ragioni e rallentò. Ora hanno ripresentato il problema ma non so cosa succederà perché il Papa è sensibilissimo ai territori e mostra un amore particolare per la Chiesa italiana di cui è “primate”. Vedremo - ha concluso - che succederà».

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