Domenica 22 Luglio 2018 | 03:25

Comune in dissesto

Inchiesta appalti a Potenza
«Stiamo lavorando sulla delibera»

I retroscena dello scandalo arresti: politici e sindacalisti a braccetto. Lavoratori usati per interessi personali

Inchiesta appalti a Potenza«Stiamo lavorando sulla delibera»

POTENZA - Una intercettazione tra l’ex assessore regionale Luigi Berlinguer e l’ex segretario Cgil Alessandro Genovesi (entrambi non indagati in questa inchiesta) fatta dalla Finanza di Siena e trasferita a Potenza accende i riflettori sul settore trasporti nella inchiesta della Procura di POtenza sugli appalti pubblici cuminata con gli arresti. Si parla di fondi per l’acquisto di bus di proposte che finiscono a Ferrara, di «collusioni fortissimi intrecci». Viene così passata al setaccio l’attività del Comune, ma se i Pm evidenziano un comportamento dell’amministrazione Santarsiero «dolosamente preordinato a favorire gli interessi del Cotrab» per il Gip, che nega misure cautelari, anche complice il tempo passato, «non appaiono sussistere elementi idonei a configurare un grave quadro indiziario».

LAVORATORI COME STRUMENTO DI PRESSIONE - Diversa sorte, invece, ha il filone sulla Regione. «Le indagini - scrive il Gip - hanno permesso di evidenziare lo sconcertante comportamento del Costa che ha asservito il sindacato di cui era rappresentante (la Cisl) agli interessi speculativi e clientelari del Ferrara (...); in tale contesto l’interesse per la tutela dei lavoratori diventa solo lo strumento utilizzato per fare pressione al fine di garantire i lauti (e in buona parte ingiustificati) guadagni al Cotrab, mentre «anche esponenti politici hanno chiaramente messo le loro cariche elettive e le connesse funzioni pubbliche a servizio degli interessi delle ditte facenti capo al Ferrara».

E pare il caso dell’appalto regionale. Mollica (chiamato in codice «Pane spezzato»), tramite Fulgione, a inizio 2015 si procura presso la stazione appaltante, il bando che sarà pubblicato solo a novembre per farlo arrivare a Ferrara. La Giunta regionale, nel 2014 approva una delibera con l’indizione della gara per i servizi di trasporto su gomma sostitutivi e integrativi di quelli ferroviari. Alla delibera è allegato il bando la cui pubblicazione, però, è differita a termini di legge per essere resi pubblici solo quando il bando sarà pubblicato. «Noi l’abbiamo chiesta - dice un collaboratore a Ferrara - ma non ce l’hanno data perché era una cosa riservata». E il presidente Cotrab risponde: «mo’ ho detto ai consiglieri di procurarla e quindi dovrebbero tirare fuori anche quella».

«STIAMO LAVORANDO SULLE DELIBERA» - Ferrara si sarebbe rivolto a Santarsiero e Mollica. E Mollica gli dirà: «stiamo lavorando sulla 1590 (la delibera, ndr) che te la mandiamo... te la giriamo via mail subito... e l’altra dobbiamo acquisire il file che si legge» mentre Ferrara gli precisa l’importanza degli allegati. Un tema su cui ritornerà quando gli arriva la delibera senza allegati «volevo dirti - dice al consigliere regionale - che ho avuto quel documento che ho preso io da te, ma mancava di due allegati che erano uno l’allegato dell’elenco degli autobus, due l’elenco del personale» e Mollica subito lo rassicura: «Va be, domani mattina provvedo a fare, a richiederle».

Un primo tentativo, però, non va a buon fine perché un ufficio regionale, alla richiesta, risponde che si tratta di atti «non pubblici». Ma Mollica manda un messaggio tranquillizzante a Ferrara tramite Costa nel corso di una riunione presso il suo ufficio «quei tre allegati loro ritengono che non siano fatti pubblici in quanto fanno parte del disciplinare di gara. Il disciplinare di gara non può essere dato in anticipo se non all’avvio della gara, premetto che tutti quanti devono essere nelle stesse condizioni. Io ho tentato di averli dopo di ché dicono “guarda che noi li abbiamo trasferiti alla stazione appaltante che deve fare l’appalto per cui stiamo cercando di parlare col capo di gabinetto”». E la Fulgione, presente, aggiunge «tra qualche giorno, non ci vorrà molto». E mentre Costa riferisce a Ferrara, Fulgione si mette alle calcagna della stazione appaltante. «Franco ha bisogno di questi documenti» dice «io ho bisogno di avere tutti i documenti» e alla fine sarà Mollica a comunicare a Ferrara di «avere quelle carte». Si danno appuntamento al ristorante, ma ad osservarli ci sono i finanzieri che riprendono la scena. Mollica consegna una busta bianca a Ferrara e gli dice «i documenti te li ho dati, guardali bene».

CONVERGENZA POLITICA SINDACALISTI - Se questo è l’episodio che ha portato all’adozione delle misure cautelari, non sarebbe, per i magistrati, l’unico caso di «convergenza» tra i consiglieri regionali, il sindacalista e Ferrara per favorire la Cotrab. C’è il caso dell’appalto del trasporto urbano a Potenza, con il ricorso che Costa predispone grazie all’avvocato di Ferrara e il comunicato che fa Mollica contro la procedura del Comune, dopo averlo concordato con lo stesso dirigente d’azienda, gli interventi per modificare nel senso auspicato da Ferrara le linee guida del Trasporto pubblico Locale, e gli indirizzi strategici del nuovo Piano regionale di Trasporto destinato a riformare il settore. «Un’ulteriore occasione - spiegano i magistrati - colta da Costa, Ferrara, Mollica e Santarsiero per provare ad asservire ai loro interessi le scelte dell’organo politico di riferimento, in questo caso la Regione». «Condotte non di immediato rilievo penale», osservano gli inquirenti», ma utili a dimostrare «l’esistenza di un’attività concertata» evidenziando come «mollica accetti di svolgere, sostanzialmente, il ruolo di “burattino” pilotato dal Costa; sarà infatti quest’ultimo a preparargli gli argomenti da affrontare con l’assessore ed i dati da utilizzare per criticarne l’operato».

LA CABINA DI REGIA - Insomma, conclude il Gip, «Ferrara Costa e Mollica risultano aver creato e mantenuta attiva una vera e propria cabina di regia con cui pianificare ed attuare gli interessi del Ferrara e delle ditte ad esso riferibili. Per tali finalità Costa e Mollica (ma anche Santarsiero) hanno svilito le rispettive funzioni ricoperte e i connessi profili sociali e istituzionali, pur di garantire il raggiungimento di finalità di lucro del Ferrara», dimostrando «di avere delle istituzioni pubbliche un concetto perverso: uno strumento da piegare (con qualsiasi mezzo) alle esigenze (rimaste sempre non dichiarate) del Ferrara».

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