Sabato 21 Luglio 2018 | 10:07

Il delitto a Stigliano

Duplice omicidio, ecco perchè
il killer non sconterà l'ergastolo

Le motivazioni della Cassazione che ha rideterminato a 24 anni la pena per Antonio Saponare accusato di aver ucciso 4 anni fa Giuseppe De Rosa e Giovanni Lauria

duplice delitto Stigliano

Il luogo dell'omicidio

Il ragionamento dei giudici che ha portato alla condanna è giusto, ma il calcolo della pena, con lo sconto del rito abbreviato, è errato anche perché il ricorso del Pubblico Ministero doveva essere giudicato non ammissibile. È questa la motivazione, appena pubblicata, della sentenza con cui la Cassazione, a luglio dello scorso anno, ha ridotto la pena comminata dalla Corte d’Assise di Potenza ad Antonio Saponara, il 47enne di Stigliano autore del duplice omicidio di Giuseppe De Rosa e Giovanni Lauria attuato il 29 maggio maggio 2014 con un agguato a colpi di fucile nelle campagne del paese nell'ambito di un contrasto per il presunto sfalcio di erba per nutrire gli animali in un terreno di sua proprietà. Per questo motivo Saponara era stato condannato a 24 anni di reclusione dal Gip col rito abbreviato (grazie allo sconto di pena garantito dalla scelta del rito), ma la Corte d’Appello aveva poi riformato la sentenza in ergastolo, eliminando, per la scelta del rito, solamente il pure inizialmente previsto isolamento diurno.

Ebbene, i giudici della Suprema Corte hanno riconosciuto come fondato il ragionamento fatto dai giudici lucani tanto nel ravvisare la premeditazione quanto nell’escludere ipotesi di legittima difesa, ma hanno ritenuto fondata la doglianza dei difensori dell'indagato sull'erroneità del calcolo di pena. «La riduzione di pena conseguente alla scelta del rito abbreviato si applica dopo che la pena è stata determinata in osservanza delle norme sul concorso di reati e di pene stabilite dalle norme fra le quali vi è anche la disposizione limitativa del cumulo materiale, in forza della quale la pena della reclusione non può essere superiore ad anni trenta. Per tali ragioni, l'aumento previsto per la continuazione coi reati satelliti doveva essere quantificato in anni trenta, entro i limiti di pena massima in caso di cumulo materiale, e solo successivamente ridotto ad anni venti per il rito abbreviato».

Pena ridotta, insomma, ma in ogni caso i giudici hanno anche precisato che l’Appello non poteva aggravare la condanna di primo grado (24 anni) per inammissibilità del ricorso del Pm che non era stato articolato su questioni di legittimità come deve avvenire per ricorsi in Cassazione su giudizi abbreviati sebbene riconvertiti in appelli a seguito di tale istanza da parte della difesa.[g.riv.]

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