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Domenica 25 Febbraio 2018 | 13:02

Emiliano vuole le dimissioni, lui resiste

Faccia a faccia teso con il presidente: oggi dovrebbe lasciare l'incarico

BARI - La seduta di giunta prevista per le 12,30 è cominciata con due ore di ritardo. E Filippo Caracciolo non era al suo posto, tanto che il punto di sua competenza (una delibera relativa alle concessioni per l’acqua minerale) è stata rinviata. Poi, chiusa la riunione, l’assessore ha incontrato il presidente Michele Emiliano. Un colloquio privato, nello studio del governatore, durato alcune decine di minuti: di fronte alla richiesta di dimissioni avanzata da Emiliano, Caracciolo ha fatto muro minimizzando il proprio ruolo e chiedendo tempo per approfondire le accuse. Chi lo ha incontrato all’uscita dall’incontro con Emiliano lo ha visto camminare per i corridoi rosso in volto, accompagnato dal collega di partito Raffaele Piemontese.

E per quanto si tratti di contestazioni che non riguardano in alcun modo la Regione né il ruolo di assessore (l’Arpa non dipende formalmente da Caracciolo, né tantomeno ci sono collegamenti con l’appalto incriminato), la questione pone un serio problema politico sulle spalle di Michele Emiliano. L’esponente Pd barlettano è infatti uno dei suoi più importanti sostenitori, ed è stato premiato da ultimo proprio con la candidatura alla Camera: non un collegio blindato (tutt’altro), ma politicamente si tratta di un segnale forte mandato all’altro maggiorente Pd della zona, il renziano Ruggiero Mennea, rimasto fuori dalla contesa. Non si può peraltro non ricordare che Caracciolo è diventato assessore il 19 luglio scorso dopo il rimpasto innescato dalle dimissioni di Gianni Giannini, indagato per presunti favori a due imprenditori (al momento non accertati: una delle accuse è peraltro caduta, si veda il pezzo in basso) ed immediatamente indotto da Emiliano a lasciare la delega ai Trasporti.

La questione verrà comunque approfondita in queste ore. Il codice etico del Pd formalmente non impedisce le candidature da parte degli indagati, ma il tema è considerato sensibile. Soprattutto in un contesto, come quello pugliese, in cui i (pochi) posti a disposizione sono stati assegnati in un contesto di polemiche. Sempre a proposito di indagati, nel collegio di Molfetta per il Pd c’è Francesco Spina, ex sindaco di Bisceglie. Anche lui indagato (abuso d’ufficio e falso), anche lui vicinissimo a Emiliano: due su due. [m.s.]

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