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Giovedì 23 Novembre 2017 | 19:45

La Chiesa: "Lavoro è priorità"

ROMA- Tagliare le tasse a chi vuole creare lavoro, premiare le imprese che valorizzano le competenze, non solo professionali, dei propri lavoratori, puntare di più sulla formazione professionale, adeguare gli stipendi delle donne a quelli degli uomini e soprattutto creare opportunità per i giovani per farli uscire da quelle sacche croniche di precariato. E’ quasi una piattaforma sindacale quella della Conferenza Episcopale Italiana che continua a ripetere che «il lavoro è una priorità» del Paese. Non bastano i segnali di una possibile ripresa se questa - sottolineano i vescovi - non si traduce in opportunità lavorative per i giovani, che non hanno mai avuto un’occupazione vera, e per gli adulti che invece l'hanno persa.

Se ne parlerà a fine mese a Cagliari nell’appuntamento delle Settimane Sociali tutto dedicato al lavoro, che coinvolgerà uomini di Chiesa ma anche delle istituzioni. Ma intanto i pastori scendono in campo con i loro operai.

Sono di questi giorni gli appelli diretti per trovare soluzioni che non lascino la gente a casa, dall’Ilva alla Perugina. Voci di vescovi e parroci che non si limitano a inviare note ma scendono in piazza con i lavoratori. Tra questi l'arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, che in Cei guida proprio la Pastorale per il lavoro. In questi giorni alza la voce per l’Ilva: «Bisogna evitare gli esuberi. Questo numero annunciato di quattromila è veramente impressionante perché è proprio il contrario di quanto ci era stato detto dai rappresentanti del governo». Da Taranto a Genova, anche il cardinale Angelo Bagnasco si spende per la vertenza contro il piano di quattromila esuberi: «Tutti devono cercare di non chiudere le vie della comunicazione e continuare il dialogo, cercando di trovare, se esistono, vie alternative almeno provvisorie, in attesa che l’azienda possa riprendere un ritmo tale da ampliare nuovamente l’organico».

Stesso scenario a Perugia, dove rischiano di restare a casa 64 su oltre 800 lavoratori di un’azienda storica per la città: ieri a manifestare davanti ai cancelli della Perugina c'era anche don Claudio Regni, per 24 anni il prete della fabbrica del cioccolato. «La Chiesa sta sempre con i più deboli e chi deve portare a casa un pezzo di pane è debole», ha detto.

Un protagonismo, quello della Chiesa italiana, sostenuto anche dalle ripetute parole del Papa che a più riprese ha chiesto non solo un lavoro per tutti ma anche «un lavoro degno». E che in tutte le visite pastorali in Italia ha sempre un momento dedicato al mondo del lavoro.

Se ne parlerà dunque a Cagliari tra il 26 e il 29 ottobre. "Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale» il filo conduttore dell’assise di cardinali, vescovi e anche laici della Chiesa italiana al quale parteciperanno però anche politici e ministri, compreso il premier Paolo Gentiloni.

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