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Sabato 18 Novembre 2017 | 18:24

La Basilica: servono le prove

BARI - «Noi abbiamo le fonti della traslazione» delle ossa di San Nicola «che ci hanno tramandato qualcosa di storicamente valido», i turchi «comincino a darci delle risposte scientificamente certe, solo allora noi cominceremo a prendere sul serio la questione.

Se poi loro hanno un interesse di natura turistica posso anche capirlo, San Nicola è un personaggio che tira e attira molto». Così padre Giovanni Distante, vicerettore della Basilica di San Nicola, interviene sulle notizie pubblicate da un giornale turco che, riportando dichiarazioni del sovrintendente Cemil Karabayram, parla della scoperta di un tempio ancora intatto sotto la chiesa di San Nicola in un quartiere di Demre, l’antica Myra, la città del santo patrono di Bari.


Secondo lo studioso turco si può ipotizzare che la vera tomba del santo possa essere ancora intatta, sotto la chiesa, e che i marinai che trafugarono le ossa di San Nicola a Myra non presero i resti del santo ma quelli di un altro sacerdote.
«Dalle notizie pubblicate dai media - spiega padre Distante - si parla di una tomba intatta che sarebbe stata trovata. Noi abbiamo le fonti della traslazione che parlano della tomba quasi distrutta dai marinai baresi per impossessarsi delle ossa del santo. Già questa è una notizia che contrasta con le nostre fonti storiche».

«Le fonti della traslazione - aggiunge - sono coeve.

Una delle fonti è quella di Giovanni Arcidiacono ed è stata commissionata dall’arcivescovo Ursone. Questi muore il 4 febbraio del 1089, le reliquie arrivano a Bari il 9 maggio 1087, per cui la commissione è coeva alla traslazione stessa».

«Le scoperte archeologiche - conclude - presentano sempre tanti interrogativi, noi attendiamo risposte. Abbiamo la bellezza di mille anni di storia attorno al culto di San Nicola e alla Basilica Nicolaiana».

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