Cerca

Mercoledì 22 Novembre 2017 | 02:59

Tribunale dei minori: una pericolosità non prevedibile

BARI - «La vera difficoltà a dare risposte certe è l’individuazione del livello di pericolosità. Questa ragazza è morta per una concatenazione di situazioni non prevedibili, se non che la mamma avesse una relazione con un convivente di questo genere». Il presidente del Tribunale per i Minori di Bari, Riccardo Greco, spiega come la giustizia minorile, e accanto ad essa i servizi sociali, abbiano seguito negli anni la vicenda della 15enne di Ischitella Nicolina Pacini, uccisa dall’ex compagno della madre con un colpo di pistola in pieno viso. Rispondendo a chi accusa i servizi sociali di non aver fatto abbastanza, Greco risponde che «l'apparato di tutela esiste e funziona».
Rispondendo, infine, a chi ha accusato i servizi sociali di non aver fatto abbastanza, il presidente del Tribunale per i Minori di Bari, Riccardo Greco risponde che «l'apparato di tutela esiste e funziona. Fa notizia l'omicidio di una 15enne ed è giusto che sia così perché è una cosa non tollerabile, ma non fanno notizia le centinaia di casi in cui non avviene un omicidio perché le istituzioni intervengono». «È pur vero - conclude - che arrivano ai territori risorse sempre più magre e questo incide sulla qualità della risposta sociale, ma non è il caso di Ischitella».

NICOLINA SEGUITA DA 10 ANNI - Negli archivi del Tribunale per i Minori di Bari ci sono tre fascicoli e una rogatoria che riguardano Nicolina Pacini e la sua famiglia. I primi due fascicoli, datati 2007 e 2008, ricostruisce il presidente del Tribunale per i Minori di Bari, Riccardo Greco, riguardano l'affidamento della minore ai servizi sociali e poi la revoca dello stesso a cui fa seguito, nel 2011, un terzo fascicolo di dichiarazione di incompetenza per un trasferimento della ragazza con la madre e un altro fratello minore a Viareggio.
Un anno dopo dal Tribunale per i Minori di Firenze, che aveva preso in carico la famiglia, è stata trasmessa a Bari una rogatoria per ottenere informazioni. Da quel momento il caso è stato seguito dalla giustizia minorile toscana e risalirebbe a quegli anni il ritorno della ragazza in Puglia, senza la madre, e l’affidamento ai nonni.
A motivare i diversi provvedimenti dei Tribunali per Minori di Bari e Firenze sarebbe stato un «difetto di accudimento», legato a motivi economici, abitativi e di aggressività dei genitori. L’allontanamento dalla madre non è bastato però a proteggere la 15enne perché «qui - ha continuato il presidente Greco - siamo di fronte ad una minore rispetto alla quale l'omicida non aveva alcuna relazione parentale, ma una relazione di fatto mediata dalla madre». «Le istituzioni - aggiunge - non avevano nessuna cognizione di minaccia diretta alla ragazza da parte di quest’uomo». 

NEL 2013 SE NE OCCUPO' IL TRIBUNALE DI FIRENZE - Della quindicenne morta stamani all’ospedale di Foggia, dove ieri era arrivata in condizioni disperate per un colpo di pistola sparatole al volto dall’ex compagno della madre Antonio Di Paola, si era occupato anche il tribunale dei minori di Firenze. Qui, secondo quanto si apprende, nel 2013, dopo il trasferimento della madre Donatella Drago in Toscana, erano arrivate le pratiche relative a Nicolina Pacini e al fratellino, ma il tribunale avrebbe declinato la competenza rimandando gli atti in Puglia dove la donna aveva la residenza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400