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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 17:44

Ipertermia, una pericolosa super febbre post anestesia

ROMA - Una febbre altissima, scatenata da una reazione imprevedibile delle cellule dei muscoli che a causa dell’alterazione genetica di un’enzima non riescono a metabolizzare l’anestesia: è questa la causa della ipertermia (con 44 gradi di temperatura corporea) che ha portato alla morte una ragazzina di 12 anni che aveva subito un intervento chirurgico al femore a Bari.
Le cellule in sostanza «impazziscono, cominciando a produrre calore» e la temperatura troppo alta danneggia in modo grave l'organismo e in particolare il cervello.

L’ipertermia quindi non è legata in particolare all’intervento al femore «che è una operazione di routine», spiega Sergio Giuseppe Picardo, responsabile di Anestesia, Rianimazione e Camere Operatorie del Bambino Gesù di Roma.
Un evento rarissimo, così eccezionale, riferisce, da non averlo mai visto personalmente in 28 anni di attività in sala operatoria. E anche pericolosissimo e non prevedibile. «Esiste un test ma non è attendibile» spiega.
L’intervento per arginare i gravi danni causati da una febbre così alta deve essere veloce. «In questi casi si può somministrare un farmaco, si procede cercando di raffreddare il corpo con il ghiaccio e in casi estremi anche con una circolazione del sangue extracorporea», precisa.
Ma nella sua rarità il fenomeno è davvero estremo e il rischio di perdere il paziente è altro. Più frequente, infine che accada in un bambino piuttosto che in un adulto. (di Maria Emilia Bonaccorso, ANSA)

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