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Martedì 21 Novembre 2017 | 09:24

omicidio Noemi

Specchia e Alessano unite nel dolore: non alimentiamo faide

SPECCHIA (LECCE) - Non ci sono faide, non ci sono guerre tra paesi né propositi di vendetta incrociata. Però è necessario che tutti quanti abbassino i toni, altrimenti si rischia un’altra tragedia; si rischia che qualcuno dalle parole e dalle accuse, per il momento solo urlate dalle due famiglie dei ragazzini protagonisti di questa triste vicenda, possa passare ai fatti. Sono le istituzioni di Specchia e Alessano a capire prima di tutti che è necessario lasciare che la giustizia segua il suo corso, senza alimentare odi e rancori. Anche perché, come dimostrano le parole pronunciate anche oggi dalla madre di Noemi, Imma, gli animi sono tutto tranne che tranquillizzati.

«Voglio giustizia - ha detto la donna - queste persone hanno fatto male a mia figlia e devono stare dentro. Lucio in prima persona deve rispondere di questo omicidio, poi ne risponderà anche la famiglia. Non sono persone normali, sono due delinquenti e nessuno di loro si deve permettere di nominare mia figlia, la lascino in pace e la smettano di offendere il nome di Noemi, che trovando loro ha trovato solo la morte».

L’assassinio della sedicenne ha sconvolto profondamente una comunità dove tutti si conoscono e dove in molti sapevano del rapporto tormentato tra la ragazza e Lucio. Nei bar e nei capannelli in mezzo alla strada si parla solo di questo, ognuno dice la sua per spiegare un omicidio orrendo e, soprattutto, fioriscono i pettegolezzi, le voci non verificate, i 'si dice' che non fanno altro che complicare e distorcere una vicenda ancora da chiarire fino in fondo. Ecco perché le istituzioni lanciano una sorta d’appello, chiedendo prima di tutto alla stampa e poi ai propri concittadini di moderare i toni.

Specchia e Alessano sono unite nel dolore e nella vicinanza ad una famiglia distrutta - dice il primo cittadino del comune dove abitava Noemi, Rocco Pagliara - Ogni giorno mi sento con il sindaco di Alessano e viviamo entrambi questo dramma che riguarda l’intera comunità. Non c'è alcuno scontro tra le due comunità, tanta gente di Alessano mi ha chiamato in questi giorni per esprimermi vicinanza, per dirmi di portare il loro abbraccio alla famiglia di Noemi». Ed in ogni caso, aggiunge, «il tessuto sociale dei due paesi è sanissimo, qui c'è gente civile. Poi purtroppo ci sono anche le eccezioni che fanno clamore, ma non sono la realtà. Che è invece quella di una comunità unità».
Parole condivise dal collega di Alessano, Francesca Torsello. «Ma quale guerra, ma quale faide. Fin dalle prime ore siamo vicini alla famiglia di Noemi. L’intera comunità - sostiene il sindaco - è spaesata e attonita, non capisce questa violenza. I miei concittadini sono tutti affranti e nessuno tenta di difendere l’indifendibile. Siamo una comunità con un grande senso di civiltà». Quel che è certo, aggiunge, è che «bisogna abbassare i toni. C'è una famiglia che sta soffrendo in maniera inaudita e il silenzio è il modo migliore per esserle vicino».

La pensa così anche don Antonio De Giorgi, il parroco di Specchia. «È evidente che bisogna moderare i termini. Invito tutti al silenzio e a pregare per quella povera ragazza - è il suo messaggio - Le nostre comunità sono unite e vicine nello stringersi attorno alla famiglia della ragazza e a condannare unanimemente chi si è macchiato di questi delitto. Non ci sono tifoserie che patteggiano per l’uno o per l’altro, perché questo è un dramma che ha scosso tutto il territorio».

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