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Venerdì 24 Novembre 2017 | 06:39

L'amica di Noemi: aveva paura di lasciarlo

SPECCHIA (LECCE) - «Me lo avrà detto centinaia di volte, che voleva lasciarlo. Ma aveva paura. E aveva ragione: una volta le ha riempito la faccia di lividi solo perché aveva guardato una moto. Una moto, capisci?. Lei amava le moto, ma lui era convinto che avesse guardato il ragazzo che c'era sopra. Lei manco lo aveva visto quello». Leila continua a tormentarsi le mani, mentre continua a guardare verso il vicolo dove abitava Noemi Durini, come se la sua amica dovesse uscire da un momento all’altro.

Leila è la migliore amica della sedicenne di Specchia uccisa dal fidanzato; con lei ha passato giornate intere a raccontarsi sogni e paure, amori e delusioni. «Stavamo sempre insieme - racconta - eravamo unitissime». Ma chi era Noemi, Leila? «Era una ragazza solare, piena di vita. Aveva sempre il sorriso e quando doveva sfogarsi veniva da me. Una volta, ero a casa, lei è arrivata senza dirmi nulla. E appena è entrata mi ha detto: 'Leila abbracciamì». E perché, si sentiva sola? «No, non era sola - risponde la ragazzina toccandosi i capelli - ma aveva bisogno di affetto, tanto affetto. E poi Noemi era forte, tanto forte». Leila si ferma un attimo. Poi aggiunge: «solo con lui era debole».

Secondo la ragazza, la storia tra i due era nata per caso. Una sera in cui si incontrano quattro ragazzi. «Noemi stava con il miglior amico» del suo assassino, racconta. «Quella sera una ragazza di Alessano si è baciata con lui e allora lei, per fargliela pagare, ha baciato» l’altro ragazzo. Che era, appunto, il diciassettenne che poi l’ha uccisa. «All’inizio il loro rapporto era sereno, Noemi andava anche a casa sua e aveva un buon rapporto con i genitori». E poi cosa è successo? Leila si chiude. «Quello che ti posso dire è che non è vero che tutto è cominciato quando lei si nascose nell’armadio a casa sua, come dice qualcuno. Ha litigato con il padre. E lo ha fatto per il suo ragazzo». Oltre la ragazza non va, anche perché su questo aspetto è già stata sentita dai carabinieri.

Certo è che lui però la picchiava. «E pure più volte - dice Leila - Lei lo amava, cento volte mi ha detto che voleva lasciarlo ma non ci riusciva. Aveva paura e aveva questo sentimento che non la faceva ragionare». Ma quando l’hai vista l'ultima volta. «Dopo ferragosto, poco prima che sparisse. E' venuta da me. Vuoi sapere se abbiamo parlato di lui?. No, forse è stata l’unica volta che non l’abbiamo fatto. Era serena e felice».

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