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Sabato 16 Dicembre 2017 | 23:42

«Ma noi rispettiamo le regole»

Sovraffollamento, la gestione della «Praja» replica al socio-accusatore: racconta frottole

Ieri Alessandro Toffi, socio di minoranza (al 20%) della società che gestisce la discoteca Praja di Gallipoli, in una intervista alla Gazzetta (che ha fatto seguito a una sua mail) si è praticamente auto denunciato elencando una serie di presunte irregolarità commesse nel «suo» locale, di cui lui dichiara non aver alcun controllo. Ha parlato di sovraffollamento accusando i soci di non rispettare i limiti di capienza. Ha parlato di ragazzi ammassati e di condizioni al limite della sicurezza. Toffi, che ha inviato anche una pec ai vertici delle istituzioni parlando di una bassa attenzione per le discoteche-pollaio, anni fa, era titolare unico della Praja, salvo poi passare in minoranza nell'attuale gestione. Indubbiamente sono in atto contenziosi, alcuni dei quali riguardano la proprietà del locale, e le parti rivendicano diritti a suon di centinaia di migliaia di euro. Questioni affidate ai giudici e ai legali, in cui non entriamo nel merito. Sotto a replica del socio di maggioranza. n. pe.

Dal socio di maggioranza della società «Risto & Disco» che gestisce la discoteca Praja, Francesco Susca, riceviamo.

«La proprietà della discoteca Praja, personalmente interessata alla correttezza dell’operato del suo amministratore pro tempore, Pierpaolo Paradiso, intende con la presente smentire, categoricamente, tutte le mendaci dichiarazioni del sig. Alessandro Toffi, riportate nell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 7 agosto 2017 dal titolo “Io imprenditore mi autodenuncio”.

Si premette che il Sig. Alessandro Toffi è stato allontanato dalla gestione della Praja a causa di sue personali vicissitudini, la cui gravità risultava essere idonea a pregiudicare l’immagine dell’attività e sui cui contenuti non ci si sofferma per ovvie ragioni di stile, limitandosi a rilevare che esse ben non gli consentano di ergersi a censore o porsi dall’alto di pulpito.
Nonostante tanto, oggi si è stati costretti a leggere le sue dichiarazioni che oscillano tra il diffamatorio ed il calunniatorio, alla stregua di evidenze documentali.

Fare dei commenti rispetto a dichiarazioni concernenti l’attuale linea di gestione della Praja, provenienti da chi ammette di essere stato posto fuori da essa da tre anni a questa parte, è paradossale, poiché circostanza che si commenta da sé.
Prova di tanto sia la circostanza relativa al riferito cachet artistico di Bob Sinclar, dj di fama internazionale che porta un grande prestigio al territorio esportando il brand Salento in tutto il mondo, di molto inferiore agli 80.000 euro dichiarati dal Toffi, che è andato vicino a triplicare l’effettivo importo che non si indicherà per correttezza nei confronti dell’artista che ha fatturato ogni compenso percepito.

Gli esclusivi motivi di rancore personale legati ad insoddisfatte “pretese” economiche, come agevole intendere a chi abbia letto, sono il movente di una autodenunzia che in realtà non è tale, poiché attinge un amministratore, stimato, Pierpaolo Paradiso, e non chi la renda, calunniando, per giunta, le forze di pubblica sicurezza sol perché, benché esperito ogni utile controllo, non abbiano ritenuto di muovere alcun rilievo, evidentemente a ragion veduta.

L’attuale proprietà ha acquistato la Praja nel 2010 e non era una discoteca, ma un locale come tanti, con una capienza di appena 750 persone. Investendosi più di 2 milioni di euro la si è resa una discoteca di richiamo internazionale, con capienza di 2700 persone, la seconda nel Salento e la quinta in Puglia, con un sistema di insonorizzazione acustico per esterno, unico in Italia. Unici in Italia anche i modelli di sicurezza e prevenzione che precludono il verificarsi di fenomeni anche solo lontanamente raccostabili a quelli evocati dal Toffi. La tutela dei minori e della sicurezza sono priorità per la Praja almeno quanto il divertimento che se non è sano e sicuro non è benessere.

La proprietà ha dato un mandato al suo amministratore: fare della Praja una stella polare del benessere e del divertimento sul territorio, senza badare a spese perché è un investimento che negli anni pagherà.
Il dare lavoro stagionale a più di 200 persone regolarmente assunte è motivo di orgoglio di questa proprietà, almeno quanto il riscontro della propria clientela, affezionata negli anni. Non si consentirà a chi, con condotte personali non in linea con i valori cui è ispirata la Praja, possa svilire quello che è un punto di riferimento ed una risorsa per il territorio, esportando un brand come il Salento nel mondo.

È per questa ragione che si è dato mandato al proprio legale di fiducia, l’Avv. Giuseppe Romano da Leverano, di perseguire avanti ad ogni competente Autorità Giudiziaria, il Toffi, non solo per le dichiarazioni rese, ma anche per i retrostanti moventi animanti le sue dichiarazioni».

Francesco Susca

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Commenti all'articolo

  • salento2017

    09 Agosto 2017 - 07:07

    contate quelli che stanno nella discoteca e la verità verrà a galla

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