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Domenica 19 Novembre 2017 | 19:00

Waterfront Bari vecchia, ecco parte della relazione

La proposta progettuale prevede la ridefinizione della sede stradale, al fine di pervenire ad una riduzione dell'attuale traffico di percorrenza della Litoranea e di attivare la "Linea del Mare", il mezzo pubblico che connetterà l'area intermodale di Pane e Pomodoro con le Piscine Comunali, passando per Lungomare Augusto e Corso Antonio de Tullio.

La nuova sezione stradale sarà costituita da un marciapiede lungo le Mura, di larghezza media 2.50 m,da un percorso preferenziale per autobus urbani (Linea del Mare) di sezione 3.50m, da una carreggiata a doppio senso di marcia con una fascia di parcheggi a raso in linea lungo il profilo della Muraglia. Tra la carreggiata e il marciapiede lato mare si prevede l'inserimento di una pista ciclabile, di sezione 2.5 m, a contatto diretto con la zona pedonale prospiciente il mare.

Le connessioni con gli accessi al centro storico saranno evidenziate da elementi ben visibili e differenziati, quali: fasce di asfalto drenante pigmentato evidenziate da un sistema luminoso per l'attraversamento in sicurezza, SMW Self Made Walking, dotato di un sensore che attiva, all'attraversamento, una segnalazione luminosa a terra, alimentato da un pannella fotovoltaico su palo; gli attraversamenti si doteranno, inoltre, di un impianto semaforico a chiamata. Nel tratto di Lungomare dell'ambito 1 sono stati inseriti dei pontili fissi realizzati con una struttura in acciaio il cui piano è in quota alla "promenade" del Lungomare storico, garantendo cosi la piena accessibilità diretta dal marciapiede; le geometrie dei nuovi pontili riprendono, in questo tratto di lungomare, le direzioni e le spezzate del fronte delle mura in un dialogo omotetico che si traduce in una riproposizione ideale dell'antico rapporto del costruito con il mare. I pontili verranno fondati sulla battigia definita dalle colmate a mare esistenti in conglomerato, contenendo cosi l'estensione delle nuove opere oltre la linea di costa esistente e minimizzando gli impatti sull'ecosistema marino costituito.

Dal punto di vista funzionale i pontili non sono una mera estensione della "passeggiata" a mare ma addensano nuove funzioni, in grado di attrarre users differenziati, trasformando la battigia in un vero e proprio "milieau creativo", declinato in relazione alle specificità funzionale ed agli eventi. All'interno dei pontili sono infatti inserite delle "isole", realizzate con delle vasche in acciaio, destinate a contenere "materiali" e funzioni diverse: sabbia, acqua, pavimentazioni antitrauma, prato, e playground, allestimenti fioriti, e giochi d'acqua, palinsesto di una nuova creatività urbana. I nuovi spazi diventano luogo ed occasione di incontro, divenendo anche strumento "comunicativo", favorendo l' interazione tra gli users e la creatività. Il rapporto diretto con l'acqua è mediato dall'inserimento di pontili galleggianti più bassi, I pontili galleggianti definiscono, in prossimità del Molo Sant'Antonio e di Piazzale Cristoforo Colombo delle aree attrezzate per la balneazione. Il waterfront, nelle sue relazioni con la città, diventa luogo del riposo e del tempo libero, ma anche luogo di affaccio e di definizione della forma urbana e dunque dell'identità e della riconoscibilità dei luoghi.

Il Molo Sant'Antonio è oggi un luogo essenzialmente "tecnico" e le attività che si svolgono all'interno dell'edificio longitudinale sono perlopiù incompatibili con la vocazione che il molo ha per la sua posizione strategica, in prossimità del nuovo "Polo delle Arti" costituito dal Teatro Margherita, dalla Sala Murat e dall'Ex Mercato del Pesce. Il progetto sviluppa tale vocazione attraverso il ridisegno dell'edificio e l'inserimento, al suo interno, di una di una serie di funzioni legate alla cultura ed al tempo libero che "aprono" uno spazio, prevalentemente specialistico, alla città. La testa dell'edificio esistente, verso il faro è caratterizzata dalla copertura-belvedere che intersecandosi con il muro in pietra esistente protegge uno spazio aperto contiguo all'attività di ristorazione posta all'interno.

Verso la città la geometria del volume devia a creare un fronte in asse con il tratto di lungomare tra il Molo e il Margherita. Il volume, per le parti cieche, è interamente rivestito in pietra; al suo interno accoglierà il MUBAC, il nuovo museo del Mare di Bari, un info-point, e una caffetteria. Tutte le aree pedonali del Molo saranno pavimentate in pietra, le aree di servizio carrabili con una pavimentazione di getto, realizzata con l'impiego di calcestruzzo drenante pigmentato. Le aree di battigia, complementari all'ambito e utilizzate per l'attracco di natanti di piccolo taglio, verranno regolamentate ed attrezzate con pontili.

Il progetto prevede, in coerenza con le indicazioni del DPP, la riqualificazione di tutta l'area del Molo San Nicola, promuovendone l'uso pedonale. La superficie attualmente carrabile verrà sostituita con una pavimentazione in parte in pietra, in continuità con la pavimentazione attualmente in sito nella zona della struttura il legno e nel giardino, in parte con una pavimentazione di getto, realizzata con l'impiego di calcestruzzo drenante pigmentato la cui superficie omogenea è listata da inserti in pietra a passo regolare che riprendono le geometrie della struttura lignea; la scelta del calcestruzzo drenante pigmentato consente inoltre di mantenere la carrabilità di servizio, seppur ridotta, dell'area.

Il mercato del pescato fresco di Nderr' a la Lanz è un luogo "simbolico" della Città di Bari;
anche nel "nuovo" immaginario "social" ha un forte valore rappresentativo e identitario della cultura marina della città; la presenza, inoltre, nella struttura del mercato di un esercizio commerciale frequentato dai giovani, soprattutto nelle ore serali, rende continua la fruizione di questo del luogo, creando un mix d'usi che va salvaguardato. La proposta progettuale recependo le istanze d'uso dell'area, prevede per il mercato del pescato un nuovo assetto flessibile, variabile; una struttura che permetta l'integrazione di usi consolidati e nuove funzioni, nel rispetto della normativa specialistica vigente. Si propone pertanto la salvaguardia della struttura in legno lamellare esistente, su cui vengono effettuate operazioni di manutenzioni, e la demolizione dei banchi fissi non più utilizzati.

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