Cerca

Venerdì 15 Dicembre 2017 | 11:24

La giustizia... anche per 5 euro

di Piero Argentiero

Sono trascorsi otto anni di lavoro tra indagini e processo. Mezzi e uomini impiegati per stabilire la verità e accertare la grave colpa di cui si erano macchiati due finanzieri e due veterinari coinvolti nella morte del pastore dell’unità cinofila antidroga della Gdf di Brindisi. Si badi bene. Non perché avevano un responsabilità nella morte della povera bestia, che aveva già un bel po’ di anni e di malattie. Ma perché una nota di servizio riportava che era stata fatta visita a domicilio mentre un’altra riferiva di essere andati dal veterinario.

Cosa c’è di tanto importante in questa, chiamiamola, incongruenza? Nulla se non... la differenza di 5 euro. La vista a domicilio liquidata al veterinario costava 30 euro, quella in studio 25 euro. In buona sostanza i due finanzieri e i due veterinari che sono stati coinvolti in questa vicenda avrebbero affermato il falso per lucrare 5 euro. Che diviso quattro fanno un euro e 25 centesimi a testa.

Si dirà. La giustizia deve fare il suo corso e deve essere implacabile soprattutto perché coinvolti dei tutori della legge. Anche se la somma di cui si sarebbero appropriati era talmente risibile da suscitare qualche dubbio.

Invece no. L’inchiesta è andata avanti. Gli indagati hanno più volte chiesto ai loro colleghi che svolgevano gli accertamenti di sentire l’autore della nota di servizio che sosteneva che fossero andati dal veterinario. Nessuno ha dato loro ascolto. Si è dovuti arrivare al processo perché questo teste venisse escusso e chiarisse che era stata solo per la necessità di stringere il testo della nota. Otto anni di indagini e di processo. Alla fine sono stati assolti con formula piena. Ci vuole fegato ma continuiamo a credere nella giustizia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400