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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 11:52

Emiliano: Governo si esprima su equilibrio economico

BARI – "Mi auguro che al più presto siano illustrate le linee guida che il Governo, attraverso i commissari, intende tenere sulla questione equilibrio economico-finanziario e attività di impresa dell’Ilva". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, rispondendo oggi a Bari in Consiglio regionale ad un’interrogazione sull'acciaieria tarantina.

"Ho chiesto trasparenza, ho chiesto soluzioni, ho chiesto di conoscere se, per ipotesi, non fosse opportuno immediatamente concepire un metodo di gestione dell’azienda che non fosse solo quello commissariale". "Sempre andando per ipotesi, perchè – ha spiegato Emiliano – non spetta a me indicare in che modo i commissari devono esercitare i loro mandati, è evidente che uno dei compiti politici che la Regione Puglia ha è di stimolare la loro immaginazione. La nota domanda che mi fanno ogni volta che si pone questa questione, quel tu vuoi tenere aperta o chiusa l'Ilva, è una domanda banale perchè superata dalla legislazione vigente. Io non ho nella mia idea che l’Ilva vada demolita, ma anche coloro che pensano a chiuderla e che molto semplicisticamente parlano di chiuderla devono capire che una cosa del genere non si chiude schioccando le dita. E’ una decisione politica che prevede anni, anni, anni e anni di lavoro, anche il chiuderla".

"E' evidente che, se quell'azienda non ha equilibrio finanziario, a un certo punto l’Unione europea chiamerà il Governo italiano e – ha aggiunto – gli dirà guarda che sei in infrazione e rischi di dover restituire tutti i soldi che stai dando all’Ilva, ammesso che tu li dia, e ti aggiungo anche che stai rischiando una multa micidiale. E questo redde rationem stroncherà l’azienda e la stroncherà nostro malgrado, cioè senza che nessuno l’abbia deciso, e la farà collassare immediatamente". "Il che dal punto di vista del Presidente della Regione – ha concluso – è paragonabile al terremoto de l’Aquila perchè se non è programmata questa cosa, sarebbe una catastrofe sociale, economica e anche ambientale, perchè coinvolgerebbe la riambientalizzazione che non è un’operazione qualunque".

"In una vicenda come questa mi chiedo come sia possibile non interessare mai la Regione Puglia. Non c'è ragione. Non mi si può dire che non è legittimata ad essere informata di ciò che accade perchè se quella fabbrica precipitasse rapidamente, saremo noi assieme al Governo a dover gestire le conseguenze catastrofiche". 

"Allora perchè non cominciamo a farlo subito, fornendoci i dati che tre commissari riterranno siano conoscibili. Ci sono tante crisi aziendali dove – ha aggiunto – l'eventuale assenza della Regione sarebbe vista dal Governo come un tradimento. In questa vicenda non abbiamo mai fatto neanche un tavolo per discutere dell’Ilva come abbiamo discusso della Bridgestone o della Marcegaglia. Se c'è un’idea su come uscire da questo pastrocchio e questa idea va gestita con riservatezza allora è anche giusto non informarmi. Se però questa soluzione non l'hanno perdiamo il controllo della situazione e noi abbiamo pieno titolo per pretendere dai commissari e dal Governo di sapere cosa sta accadendo".

"Si stava affrontando la questione - ha sottolineato Emiliano – con una geniale idea all’italiana, corrispondente a una forzatura giuridica non da poco, perchè intendevamo utilizzare il danaro di proprietà dell’imputato di un processo penale in corso per riambientalizzare l’Ilva prima che la confisca della somma diventasse definitiva. Questo progetto geniale si è inceppato nella magistratura svizzera e adesso non riusciamo ad ottenere questa somma".

"Nel momento in cui dovessimo sostituirla con danaro pubblico tout court, noi cadremmo con tutti e due i piedi nell’infrazione europea sugli aiuti di Stato, per la semplicissima ragione che è vero che è possibile una deroga per i processi di investimento ambientali sugli aiuti di Stato, ma non sulla patrimonializzazione dell’ impresa stessa". "Sia chiaro – ha concluso Emiliano – che non sto discutendo se il progetto del Governo mi piace o non mi piace, perchè io sono pronto a collaborare lealmente, anche su cose che non mi convincono, perchè questo è il mio compito, rispettare le leggi".

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