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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 18:22

Difesa pr: accusa su steli di cristallo

"L'ipotesi di un’associazione per delinquere di cui avrebbe fatto parte Peter Faraone è costruita su steli di cristallo". Secondo Andrea Locatelli, difensore di Faraone, imputato nel processo escort in corso a Bari, la differenza fra il pr milanese e Gianpaolo Tarantini "è come quella fra un super yacht e un pedalò: Tarantini, stando all’ipotesi accusatoria, avrebbe puntato ad appalti in Finmeccanica e con la Protezione Civile, mentre Faraone si sarebbe accontentato di organizzare qualche festa per Berlusconi a Milano in cambio di nemmeno un euro". La Procura di Bari gli contesta quattro serate a Palazzo Grazioli e Arcore per le quali avrebbe reclutato nove ragazze, tra cui l’ex 'olgettinà Barbara Guerra e la show girl Sara Tommasi. Faraone, che rischia una condanna a 6 anni di reclusione, risponde anche di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione, in concorso con Tarantini, che rischia una condanna a 8 anni di reclusione, e il suo ex socio barese Massimiliano Verdoscia (per lui chiesta condanna a 6 anni). Un’accusa che il legale ha definito "allucinante".
Prima della difesa di Faraone, ha discusso l’avvocato Michele Avallone per l’attrice Letizia Filippi, accusata di aver indotto Maria Josefa De Brito Ramos a prostituirsi a Palazzo Grazioli. "Non c'è riscontro probatorio – ha detto l’avvocato – anche perchè la stessa ragazza ha detto che nessuno le ha mai chiesto di andare a letto con Berlusconi e di non aver ricevuto soldi per quella serata dell’ottobre 2008".
I difensori di 'Gianpì, Verdoscia e Sabina Began, la cosiddetta "ape regina" delle feste dell’ex premier (per lei chiesta condanna a 3 anni di reclusione), discuteranno nella prossima udienza del 9 novembre.

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