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Airan Berg, fuori dagli schemi
un protagonista nel Salento

di GLORIA INDENNITATE
LECCE - Un «quadretto» non ufficiale, dunque, fuori dagli schemi e perciò più spontaneo. In questa nuova puntata ad entrare nel «confessionale» è Airan Berg, nato a Tel Aviv, cosmopolita, direttore artistico di «Lecce Capitale della Cultura 2019».
Airan Berg, fuori dagli schemi
un protagonista nel Salento
di GLORIA INDENNITATE

LECCE - I protagonisti del Salento: imprenditori, politici, scienziati, uomini e donne di cultura e spettacolo. Abbiamo pensato di farveli conoscere più a fondo ed in un modo insolito prendendo in prestito (ed apportando alcune modifiche legate ai tempi diversi in cui viene proposto) il gioco inventato dal celebre scrittore francese dell’800, Marcel Proust: un piccolo questionario al quale sottoponeva gli ospiti dei salotti più alla moda della Parigi dell’800. Un divertissement, ma anche un’occasione per raccontarsi e farsi conoscere in una veste diversa dal solito.

Un «quadretto» non ufficiale, dunque, fuori dagli schemi e perciò più spontaneo. In questa nuova puntata ad entrare nel «confessionale» è Airan Berg, nato a Tel Aviv, cosmopolita, direttore artistico di «Lecce Capitale della Cultura 2019».

Cosa è per lei la perfetta felicità? «Lecce2019 e la mia famiglia».
Qual è la sua più grande paura? «Vai alla domanda “la peggiore cosa che potrebbe succederti”».
Con quale personaggio storico si identifica? «Non lo so, preferisco personaggi del futuro».
Quale personaggio vivente ammira di più? «Non mi appartengono queste cose. Per principio sono interessato alle persone e al loro potenziale e a quanto sono riuscite a fare; ammiro soprattutto le persone che sono riuscite a sopravvivere in situazioni difficili».

Cosa le piace meno di lei? «Quando perdo la pazienza e mi arrabbio, ma per fortuna non succede spesso».
La massima stravaganza della sua vita? «Ho lavorato in teatro per 30 anni: la stravaganza è affare di tutti i giorni...».
In quali occasioni racconta le bugie? «Non mento».

La persona che meno le piace è? «Chi cerca di manipolarmi».
Che cosa le piace meno del suo aspetto fisico? «Domande di questo genere non dovrebbero esserci. Siamo quello che siamo e dobbiamo esserne fieri».
Il grande amore della sua vita? «Sema Karakus-Berg, mia moglie, e nostra figlia Cemre».
Quando e dove è stato più felice? «Con la mia famiglia nella nostra casa a Istanbul, come direttore artistico per le arti performative per Linz09 e in viaggio per un anno in tutto il mondo nel 1992. E ora sono molto felice di essere a Lecce e di lavorare con persone straordinarie e impegnate, in un progetto così importante».

Di quale virtù le piacerebbe disporre? «Tutte quelle che mi mancano».
E quali sono i suoi punti di forza? «Ho il senso dell’umorismo anche in momenti difficili».
Qual è il suo stato d’animo attuale? «Felice, molto felice, curioso, entusiasta».
Qual è la cosa più preziosa che ha? «La mia famiglia e il mio team».

Il peggio che le possa capitare? «Che un uccello con la diarrea mi caghi in testa».
Dove vorrebbe vivere? «A Lecce e a Istanbul (lontano da quell’uccello)».
Chi è il suo eroe vivente? «Non ho eroi».
C’è la canzone della sua vita? «Stairway to heaven».
Il suo film (o regista) preferito? «Troppi per citarli tutti».
E il libro che ama di piu? «Il libro che sto leggendo è sempre il migliore».

Qual è il suo rapporto con i new media (Fb, Twitter o altri)? «Sto imparando molto a “Lecce2019”, ma preferisco il faccia a faccia a “faccialibro” a “faccialibro”».
Come vorrebbe morire? «Cosa ti fa pensare che voglia morire. Amo la vita e amo la mia vita».
Il suo rimpianto più grande? «Troppo privato per condividerlo».
Qual è il suo motto? «Reinventare Eutopia».

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