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Consales: non c'è un «caso Brindisi»

Il sindaco: Luperti? Un amministratore competente

Il muncipio di Brindisi

di Mimmo Consales

Ho letto con attenzione l’articolo pubblicato dalla Gazzetta e, con molta franchezza, lo trovo esageratamente critico nei miei confronti e soprattutto nei confronti della mia città.

Non è un mistero che tra il sottoscritto e il segretario regionale del Pd esistano delle diversità di vedute, ma non penso che sia corretto spostare tutto questo sul piano amministrativo e cioè sul rapporto tra la città di Brindisi e la Regione Puglia.

Il mio compito, lo dico ancora una volta con estrema chiarezza, è quello di tutelare gli interessi della mia città, ancor prima di quelli legati all’appartenenza ad una forza politica. E se questo determina dei malumori purtroppo non posso farci nulla. Al Presidente Emiliano, ad esempio, ho dovuto dire con estrema chiarezza che Brindisi non è disposta a rinegoziare la propria posizione in merito alla TAP. Quindi il nostro resta un «NO» chiaro ed irreversibile, tanto più perché non c’è alcun collegamento reale tra la stessa TAP e la eventuale metanizzazione della centrale di Cerano. Questa posizione non è mutata di una virgola, visto che proprio stamani i capigruppo consiliari hanno confermato la scelta a suo tempo assunta all’unanimità dal Consiglio Comunale.

Quando, poi, è giunta notizia di un possibile blocco dei voli low cost assicurati nell’Aeroporto del Salento da Ryanair grazie ad una convenzione con la Regione Puglia tramite Aeroporti di Puglia, ho detto a chiare lettere che Brindisi avrebbe fatto le barricate per difendere il suo aeroporto e soprattutto per tutelare l’economia turistica dell’intero Salento, che dipende a doppia mandata proprio dai collegamenti con città italiane e di altri Paesi. Forse è stata proprio questa levata di scudi (insieme a quella di tanti altri) a far fare un passo indietro e quindi adesso Emiliano può (e deve) effettuare tutte le verifiche del caso per evitare che venga sprecato denaro pubblico. Il tutto, però, certamente non a danno di tutta la Puglia meridionale.

Nei prossimi giorni, poi, insieme ad altri amministratori della provincia di Brindisi, spero di poter incontrare il Presidente della Regione per comprendere se ci sono i margini per inserire i nostri progetti nel piano di interventi infrastrutturali che saranno finanziati dal Governo in Puglia, atteso che sappiamo per certo che Brindisi è stata totalmente esclusa dalla prima bozza di tale elenco sottoposta proprio da Emiliano al Governo.

Mio malgrado sarò chiamato a chiedere conto al Presidente della Regione anche sulle scelte relative alla individuazione delle Autorità di sistema nell’ambito della riforma dei porti italiani che sta per essere proposta dal Ministro Del Rio. Deve dirci Emiliano se intende sostenere la candidatura di sede unica dell’Autorità di sistema della Puglia a Taranto, oppure se appoggia la richiesta del sindaco di Bari di crearne un’altra nel capoluogo di regione ed in tal caso se non ritiene che anche Brindisi possa conservare la sua autonomia, magari proprio su proposta della Regione.

Attendiamo, inoltre, un segnale chiaro anche in riferimento al sostegno fino ad oggi negato dalla Regione al sistema universitario brindisino, così come alla nostra Fondazione teatrale (al contrario di ciò che avviene per il Petruzzelli).

Voglio tornare, però, al contenuto del vostro articolo per evidenziare alcune gravi imprecisioni. Partiamo dai «numeri» della maggioranza che oggi può contare sul sostegno chiaro ed inequivocabile di 19 (e non 17…) consiglieri su 32. Sono pochi? Sono molti? Io penso che siano sufficienti per traguardare altri risultati importanti per la nostra città, tanto più perché siamo tutti d’accordo sull’anteporre gli interessi di Brindisi a quelli di ogni singola forza politica.

È assolutamente falso, inoltre, che la mia Amministrazione abbia proposto all’ex progettista del Pug di edificare un milione di metri quadri di cemento. È vero il contrario: abbiamo evitato (come emerge da copiosa documentazione fornita anche alla Procura della Repubblica in un esposto-querela nei confronti del prof. Goggi) che si autorizzassero edificazioni a «macchia di leopardo», favorendo grandi e ben identificabili latifondisti brindisini. Oggi la stesura del Pug è nelle mani del prof. Karrer la cui serietà e professionalità non penso possa essere posta in discussione da qualcuno.

Affare-rifiuti: l’articolista omette di ricordare che la Puglia vive una fase emergenziale senza eguali a causa di un decennio in cui non ci si è posti il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti. Oggi tante discariche sono sotto sequestro e si fa ricorso (come a Brindisi) a soluzioni-tampone.

Non si legge nell’articolo che la richiesta di commissariamento dell’Oga (di cui ero e sono presidente) è partita proprio da tutti noi sindaci della provincia di Brindisi, allo scopo di costringere la Regione Puglia ad occuparsi di noi.

I sub commissari nominati da Emiliano si stanno rendendo conto della complessità del problema e soprattutto hanno compreso che le responsabilità non possono essere individuate in chi oggi amministra la città. Del resto, la stessa cosa l’ha detta chiaramente anche il presidente della Commissione bicamerale sui rifiuti Alessandro Bratti (i guasti partono da molto lontano…).

E quanto all’impianto di CDR, sappiamo bene che non ha mai funzionato a dovere, così come del resto quello di compostaggio e sarebbe interessante se qualcuno approfondisse come sono stati spesi fiumi di denaro pubblico e di chi sono realmente le responsabilità. Consegnare tutto nelle mani del primo sindaco che si è posto realmente il problema di far funzionare questa rete è ingeneroso, se non addirittura fuorviante.

Un riferimento anche al gestore. La gara è stata conclusa durante la gestione commissariale del Comune e noi ci siamo limitati ad attivare il contratto. E la proposta di risoluzione contrattuale è partita proprio dal Comune di Brindisi, come si evince da tutta la documentazione che si trova da tempo nelle mani di Emiliano.

Quanto alle società partecipate, parlare di infiltrazioni della malavita nella Multiservizi è ingeneroso nei confronti di tantissimi onesti lavoratori. L’articolista avrebbe dovuto sapere che io ho ereditato tre anni e mezzo fa un carrozzone clientelare con 172 dipendenti (negli anni ci hanno messo le mani in tanti, con assunzioni a go-go) e che oggi sono 171. Neanche una assunzione! E per giunta per la prima volta il bilancio di questa partecipata termina in attivo (come quello delle altre due nostre partecipate, caso unico in Italia…) dopo deficit milionari e sprechi immensi del passato.

Oggi la Brindisi Multiservizi è un fiore all’occhiello dell’Amministrazione Comunale. Altro che infiltrazioni della mala…

Infine, la vicenda Luperti. Emiliano sa bene che Luperti è stato invitato dall’ex segretario cittadino a candidarsi nelle file del Pd. È risultato il primo degli eletti ed è stato «obbligato» dal partito a svolgere le mansioni di assessore all’urbanistica. Nel corso degli anni si è guadagnato le stellette di amministratore serio, competente ed affidabile. Ecco perché si trova ancora al suo posto nonostante i rimpasti di giunta. Per la città ha fatto tanto ed i risultati sono ben visibili ed apprezzati dai cittadini. Le «ragioni di opportunità» a cui fa riferimento l’articolista esistevano già tre anni e mezzo fa quando gli è stato chiesto di sostenere il Pd e nessuno, neanche Emiliano, può far finta di ignorarlo. Così come le stesse «ragioni di opportunità» non possono giustificare un immeritato linciaggio morale nei confronti di Luperti e, di conseguenza, di sua moglie e delle sue bambine.

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